Alla Festa di Roma, il regista romeno Cristian Mungiu ha presentato il suo ultimo film, Fjord, vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes 2023 e scelto dalla Romania come candidato per il miglior film internazionale agli Oscar. Mungiu ha sottolineato l’importanza di affrontare il tema della tolleranza in un contesto in cui le persone vivono in bolle separate e non comunicano tra loro.
Il film, che arriverà nelle sale italiane il 19 novembre distribuito da Bim, racconta la storia della famiglia Gheorghiu, una coppia cattolica romeno-norvegese composta da Sebastian Stan nel ruolo di Mihai e Renate Reinsve in quello di Lisbet, che vivono in un piccolo villaggio sul fiordo con i loro cinque figli. La tranquillità della loro vita viene scossa quando l’adolescente Elia Gheorghiu si presenta a scuola con lividi sul corpo, sollevando interrogativi sull’educazione tradizionale impartita dai genitori.
Il film esplora il conflitto tra due visioni dell’educazione e della libertà familiare: da un lato, la famiglia religiosa e tradizionale, dall’altro, uno stato sociale nordico laico e tollerante. Mungiu ha descritto le scene più intense del film, in particolare quelle che mostrano il distacco dai figli e la violenza emotiva di una madre nel vedere i suoi bambini affidati a famiglie temporanee. Queste immagini hanno evocato nella mente di molti spettatori la storia della ‘famiglia del bosco’.
Il regista ha dichiarato: “Quando faccio un film, voglio che le persone utilizzino il proprio spirito critico nel giudicare i fatti”. Mungiu ha evidenziato che, sebbene sia fondamentale proteggere i bambini in caso di violenza, ci sono situazioni in cui la linea tra giusto e sbagliato non è chiara. Ha anche sottolineato che molte famiglie che arrivano in Norvegia non condividono gli stessi valori della società occidentale, poiché provengono da paesi in via di sviluppo e hanno esperienze di vita molto diverse.
In conclusione, Mungiu ha esortato il pubblico a mantenere una posizione neutrale e priva di giudizi, invitando a riflettere sull’importanza di ascoltare le argomentazioni degli altri. “Questa è l’unica strada da percorrere, anche se è lunga”, ha affermato il regista, sottolineando la necessità di un dialogo aperto e inclusivo.

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