La stagione 2026/27 dell’Opera di Roma si preannuncia ricca di eventi e novità, spaziando attraverso quattro secoli di musica, dal Barocco al contemporaneo. Il cartellone include 11 titoli operistici, due opere in forma di concerto e sette balletti, con il ritorno di stelle del canto come Anna Netrebko e Cecilia Bartoli.
Il direttore musicale Michele Mariotti inaugurerà la stagione il 27 novembre con Rake’s Progress di Igor Stravinsky, mentre il 2027 vedrà la messa in scena de La Clemenza di Tito di Mozart e Don Carlos di Verdi nel 2028. Tra le produzioni più attese, spicca il ritorno della lirica con Cenerentola di Puccini al Teatro Valle, un luogo simbolico che torna a ospitare opere dopo anni di chiusura.
Il sovrintendente Francesco Giambrone ha sottolineato l’importanza di unire tradizione e innovazione, affermando: “Partiamo dalla solidità del passato e guardiamo avanti, al futuro”. Questo approccio si riflette nella programmazione, che include 12 nuove produzioni sotto il tema “Il dolce suono mi colpì”, ispirato a un verso di Lucia di Lammermoor.
Tra i registi di spicco, tornano Robert Carsen con Iphigénie en Tauride di Gluck e Barrie Kosky con Una Lady Macbeth del distretto di Mzensk di Šostakovič. Inoltre, Mario Martone presenterà una nuova versione di Cenerentola al Valle, mentre Karole Armitage debutterà con una nuova Lucia di Lammermoor.
Il cartellone della danza, curato da Eleonora Abbagnato, include coreografie di nomi illustri come John Neumeier e Wayne McGregor, con ballerini di fama mondiale come Marianela Nuñez e Daniil Simkin.
Tra gli eventi speciali, il 4 dicembre Anna Netrebko interpreterà Il castello del principe Barbablù di Bartók per la prima volta in Italia, mentre Cecilia Bartoli festeggerà i 40 anni di carriera il 27 maggio con Il barbiere di Siviglia di Rossini.
Il sovrintendente ha anche annunciato la partecipazione dell’Opera di Roma alla commemorazione delle stragi di mafia del 1992, evidenziando l’impegno del teatro come “teatro di comunità”. Con eventi come OperaCamion, la lirica itinerante, l’Opera di Roma dimostra la volontà di avvicinarsi sempre di più al pubblico.
La stagione 2026/27 si prospetta quindi come un’importante occasione per riscoprire e celebrare la ricchezza della tradizione operistica, con uno sguardo attento verso il futuro.

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