Javier Bardem ha recentemente lasciato le sue impronte al Chinese Theatre di Hollywood, un evento che ha unito celebrazione e denuncia sociale. La cerimonia, introdotta dai registi Denis Villeneuve e Michael Mann, ha visto l’attore spagnolo esprimere la sua preoccupazione per le ingiustizie subite dai palestinesi, sottolineando che “il genocidio di Gaza e la brutalità dei coloni in Cisgiordania inchiodano tutti noi alle nostre responsabilità in questo momento della storia”.

Durante il suo intervento, Bardem ha scherzato sulla sua presenza in un luogo così iconico, affermando: “Non avrei mai immaginato di trovarmi qui a mettere mani e piedi nel cemento”. Ha poi espresso il suo onore nel far parte di una tradizione che ha visto passare grandi nomi del cinema, da Mary Pickford a Marcello Mastroianni.

Con una carriera di oltre 35 anni e un premio Oscar per il suo ruolo in Non è un paese per vecchi, Bardem ha collaborato con registi di fama mondiale come Pedro Almodóvar e Woody Allen. Attualmente, è atteso al cinema a dicembre con il terzo capitolo di Dune, diretto da Villeneuve.

Nel suo discorso, l’attore ha anche voluto rendere omaggio alla madre, Pilar, che gli ha insegnato a non identificarsi con il successo o il fallimento, ma a mantenere sempre viva la propria voce per le ingiustizie. “Dobbiamo ricordarci che l’amore è sempre, sempre, sempre più forte dell’odio” ha concluso, citando i membri dell’organizzazione The Parents Circle, Rami Elhanan e Bassam Aramin, che promuovono la pace tra israeliani e palestinesi.