La storica Teatro alla Scala di Milano presenta nuovamente Lucia di Lammermoor, l’opera di Gaetano Donizetti, in un allestimento firmato dal regista Jannis Kokkos. Questa rappresentazione, che segna la chiusura della stagione prima della pausa estiva, è stata originariamente concepita per l’inaugurazione della stagione 2020, ma a causa della pandemia è stata rimandata. Dopo il successo ottenuto nel 2023, l’opera torna sul palcoscenico con un cast rinnovato.

Kokkos, che celebra quest’anno i 40 anni dal suo debutto milanese, ha voluto sottolineare che non si tratta di una semplice ripresa, poiché i cantanti, pur essendo diversi rispetto alla precedente edizione, portano ciascuno una propria personalità. Tra i protagonisti troviamo Rosa Feola nel ruolo di Lucia, Piero Pretti come Edgardo e Michele Pertusi, che interpreta Raimondo, un ruolo che ha già ricoperto dal 1985. Completano il cast Boris Pinkasovich nel ruolo di Enrico e Leonardo Cortellazzi in quello di Arturo, l’uomo che Lucia è costretta a sposare.

La direzione musicale è affidata a Speranza Scappucci, che ha recentemente riscosso successo con la versione francese di Lucia all’Opéra Comique di Parigi. Scappucci ha evidenziato l’abilità di Donizetti nel coniugare musica, natura e stati d’animo, descrivendo l’opera come un’opera che riesce a catturare l’essenza dell’animo umano in modo quasi impressionistico. In particolare, la scelta di utilizzare la glass harmonica, inventata da Benjamin Franklin, per la scena della follia di Lucia, rappresenta un elemento distintivo di questa produzione.

Il tema della follia, centrale nell’opera, viene reinterpretato da Kokkos come un atto di libertà. Lucia, sotto la pressione di Enrico e di padre Raimondo, si trova a dover scegliere tra il dovere e il cuore. La follia, per lei, diventa un modo per liberarsi dalle costrizioni sociali e trovare la propria identità. Kokkos la descrive come un’eroina tragica, il cui gesto finale, sebbene terribile, è un atto di libertà, simile a quello di molte donne che si difendono dalle violenze.

Questa nuova messa in scena di Lucia di Lammermoor non è solo un’opportunità per rivedere un grande classico del repertorio operistico, ma anche un’occasione per riflettere su temi attuali come la libertà e la condizione femminile.