Durante il Filming Sardegna Festival, l’attore e produttore cinematografico Harvey Keitel, 87 anni, ha condiviso momenti toccanti e riflessioni profonde sulla vita e sull’arte. L’incontro, moderato da Tiziana Rocca, ha messo in luce un Keitel visibilmente fragile, ma ancora capace di trasmettere entusiasmo quando si parla di cinema e creatività.

Keitel, noto per i suoi ruoli in film iconici come Mean Streets, Taxi Driver, Pulp Fiction e Thelma & Louise, ha parlato delle sue emozioni, rivelando di trovarsi spesso in lacrime. “Non so perché piango così spesso”, ha dichiarato, aggiungendo che alcune cose devono rimanere “tra il diavolo e l’acqua santa”. La sua vulnerabilità ha colpito i presenti, rendendo il suo personaggio di Mr. Wolf, noto per la sua freddezza e determinazione, sorprendentemente umano.

In un momento di riflessione, Keitel ha discusso della sua visione del mondo attuale, esprimendo preoccupazione per le guerre e le ingiustizie sociali. “Viviamo in un brutto momento nel mondo, ci sono persone che muoiono a causa dei nostri soldati e dunque per colpa del mio Paese”, ha affermato, sottolineando il ruolo cruciale dell’artista nel curare gli animi attraverso l’arte. “Solo l’arte può salvarci”, ha ribadito, evidenziando la sua convinzione che la creatività possa offrire soluzioni ai problemi globali.

Keitel ha anche ricordato i suoi inizi con Quentin Tarantino, rivelando aneddoti divertenti su come il regista, all’epoca un giovane con pochi mezzi, saccheggiava il suo frigorifero durante le visite. “Era un ragazzo brillante con un grande senso dell’ironia”, ha detto, richiamando alla mente i tempi in cui Tarantino lavorava in un negozio di videocassette.

Infine, l’attore ha accennato al suo ultimo progetto cinematografico, un film che sta girando con sua moglie, Daphna Kastner, senza rivelarne il titolo. Ha descritto la pellicola come una storia di matrimonio e delle sfide che affrontano le coppie nel corso degli anni, un tema che risuona profondamente nella sua vita personale.

Questo incontro al Filming Sardegna Festival ha offerto uno spaccato di un grande artista che, nonostante l’età e la fragilità, continua a credere nel potere trasformativo dell’arte e nella necessità di affrontare le sfide del mondo contemporaneo.