Recenti scavi a Villa Celimontana, finanziati attraverso il Pnrr, hanno portato alla luce importanti reperti archeologici risalenti al II secolo d.C. Questi ritrovamenti includono una decorazione vegetale con motivi di rami di vite e grappoli, un kantharos e rappresentazioni di animali marini, che suggeriscono l’importanza storica del sito.

Secondo Simona Morretta, responsabile scientifica dello scavo, i reperti potrebbero appartenere alla Caserma dei vigili del fuoco della seconda legio o alla Domus del tribunus che comandava la caserma. Questo scavo, inizialmente concepito per alleggerire e consolidare il muraglione che sostiene la villa, si è trasformato in un’importante opportunità di ricerca archeologica.

Valentina Gemignani, capo di Gabinetto del ministero della Cultura, ha evidenziato come questo intervento rappresenti un esempio di come le risorse del Pnrr possano essere utilizzate per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale. La soprintendente speciale di Roma, Daniela Porro, ha descritto il ritrovamento come un’occasione straordinaria per approfondire la storia millenaria della città, sottolineando che sono emersi otto ambienti, di cui cinque completamente scavati, con un apparato decorativo eccezionale, tra cui mosaici pavimentali e affreschi.

Questi scavi fanno parte di uno dei 152 interventi previsti dalla Missione Caput Mundi del Pnrr, dimostrando come la ricerca archeologica possa procedere di pari passo con la conservazione del patrimonio storico.