La prevista mostra dedicata a John Galliano al Metropolitan Museum of Art di New York non si farà. Il noto stilista britannico, già condannato nel 2011 per le sue dichiarazioni antisemite, ha deciso di ritirarsi dal tributo che il Costume Institute aveva programmato per il prossimo maggio. La decisione è stata presa dopo una serie di critiche e pressioni da parte di donatori e figure influenti nel mondo della cultura, che hanno espresso il loro disappunto riguardo alla scelta di omaggiare Galliano in un momento così delicato della sua carriera.
Galliano ha comunicato la sua decisione attraverso un post su Instagram, affermando: “Non voglio che il dibattito intorno alla mia persona metta il Met in una posizione difficile o distolga l’attenzione dallo straordinario lavoro del Costume Institute”. La sua rinuncia ha lasciato il museo in una situazione imbarazzante, costringendolo a trovare un nuovo tema per la mostra di primavera, il cui titolo sarà annunciato in una data successiva.
La controversia è esplosa dopo un articolo del New York Times che ha sollevato interrogativi sulla scelta di dedicare una retrospettiva a Galliano, il quale non presenta una sfilata da due anni. Critici come Vanessa Friedman e Jacob Bernstein hanno messo in discussione il tempismo dell’iniziativa, suggerendo che sarebbe stato più opportuno attendere una valutazione più completa del suo percorso professionale.
Le pressioni sono arrivate anche da importanti donatori come Alice Tisch e Julie Macklowe, che hanno minacciato di ritirare i fondi se la mostra fosse andata avanti. In una lettera indirizzata a Anna Wintour, Max Hollein e Andrew Bolton, Julie Menin, speaker del City Council di New York, ha chiesto al museo di riconsiderare la decisione, sottolineando che le istituzioni culturali devono dimostrare che l’odio e il fanatismo hanno conseguenze.
Galliano, sebbene sia stato un innovatore nel mondo della moda, ha visto la sua carriera segnata da episodi controversi. La sua ultima posizione di rilievo è stata presso Maison Margiela, dove ha lavorato per un decennio. La decisione di annullare la mostra rappresenta un ulteriore capitolo nella complessa relazione tra arte, cultura e responsabilità sociale.

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