Il 22 settembre esce per Adelphi il nuovo libro di Tullio Pericoli, intitolato La bella età, un’opera che si propone come una riflessione profonda sulla vecchiaia, un tema che l’autore affronta con una visione originale e personale. Questo volume, che segna un momento significativo nella carriera del pittore e disegnatore marchigiano, arriva a pochi giorni dal suo novantesimo compleanno, che cadrà il 2 ottobre.

Nel libro, Pericoli sostiene che la vecchiaia non riduce, ma ingigantisce i dettagli della vita, offrendo una nuova e più precisa visione del mondo. Egli descrive questo periodo come un tempo in cui il vivere diventa un assistere al presente e al passato, con una certa apprensione per il futuro. Attraverso il sottotitolo Note di lavoro, l’autore intende svelare la “magia bianca” che si cela dietro il suo processo creativo, rivelando ciò che accade nella sua mente e nella sua mano quando crea un ritratto o un paesaggio.

Pericoli esplora i momenti cruciali della sua ispirazione, che si manifesta in spazi indefiniti tra la razionalità e le “follie”. La sua narrazione si sofferma sull’importanza di scavare nella “geostoria” di un luogo per catturarne l’anima, e sui primi segni che permettono di delineare un volto. La mano dell’artista, guidata da forze e sentimenti autonomi, diventa protagonista di un atto creativo che trascende la mera tecnica.

Un aspetto distintivo di Tullio Pericoli è la sua capacità di coinvolgere il lettore nel suo viaggio artistico, invitandolo a diventare osservatore attivo. I suoi quadri, infatti, vivono grazie allo sguardo di chi li contempla, e l’artista sottolinea l’importanza di “guardare sotto i vestiti della pittura” per cogliere la vera essenza delle sue opere.

Con La bella età, Pericoli non solo celebra la vecchiaia, ma offre anche una riflessione sul potere della pittura di rivelare conoscenze nascoste, invitando i lettori a esplorare le proprie percezioni e intuizioni. Questo libro si presenta come un’opera di grande valore, capace di stimolare una profonda introspezione e un apprezzamento rinnovato per l’arte e la vita.