Erasmo Stasolla, poliziotto penitenziario con oltre 30 anni di esperienza, torna alla narrativa storica con il suo secondo romanzo, Cento nomi, pubblicato da Amazon. L’opera si propone di esplorare il carcere italiano attraverso una lente che mescola realtà documentata e finzione narrativa, offrendo uno spaccato degli anni di piombo.

La trama si sviluppa nel 2025, quando Eupremio Palmieri, ex agente di custodia, riceve una busta contenente una fotografia e un estratto di un elenco che riporta il nome di Richard Varelton, un uomo arrestato a Bari nel 1975. Questo evento riapre una ferita del passato, riportando alla memoria gli eventi tumultuosi degli anni di piombo, il carcere di Trani e le complesse dinamiche che hanno caratterizzato quel periodo, inclusi il terrorismo, i servizi segreti e il sequestro Moro.

Stasolla, già autore del thriller d’inchiesta Verità sepolte, utilizza la sua esperienza nel sistema penitenziario per dare vita a una narrazione che non solo intrattiene, ma invita anche a riflettere su una verità mai completamente emersa. Cento nomi si distingue per la sua capacità di coniugare la tensione narrativa con una forte dimensione umana, rendendo palpabile l’atmosfera di un ambiente così complesso e spesso frainteso.

Il romanzo si inserisce in un contesto culturale e storico di grande rilevanza, poiché affronta temi che continuano a influenzare la società italiana contemporanea. La scelta di Stasolla di narrare attraverso la voce di chi vive e lavora all’interno del carcere offre una prospettiva unica, capace di far emergere le sfide e le contraddizioni di un sistema spesso invisibile.

Per chi è interessato a esplorare le intersezioni tra storia, giustizia e narrativa, Cento nomi rappresenta un’opera da non perdere, capace di stimolare una riflessione profonda su un capitolo cruciale della storia italiana.