Glen Powell, attore noto per i suoi ruoli in Top Gun: Maverick e Chad Powers, ha recentemente rilasciato un’intervista a Esquire, in cui ha discusso della sua avversione per le conversazioni politiche e delle sfide affrontate durante le riprese del suo ultimo film, The Running Man.

Durante l’intervista, Powell ha rivelato che, crescendo, le discussioni politiche erano assenti a casa sua. Ha affermato: “Non mi piace il discorso; non è sano come una volta”. Questa dichiarazione evidenzia la sua preferenza per mantenere la sua vita privata e professionale lontana dalle polemiche politiche, un tema che sta diventando sempre più comune tra le celebrità di Hollywood.

In merito a The Running Man, Powell ha condiviso un episodio significativo: durante le riprese in Bulgaria, ha subito un infortunio alla mano che ha rischiato di compromettere l’uso della sua mano stessa. Nonostante il dolore, è tornato sul set il giorno successivo, con la sceneggiatura adattata per tenere conto della sua ferita. Questo dimostra la sua dedizione al progetto, anche in condizioni difficili.

Dal punto di vista commerciale, The Running Man ha avuto un debutto deludente, incassando 17 milioni di dollari nel suo primo weekend, posizionandosi al secondo posto dietro Now You See Me 3, che ha guadagnato 21,3 milioni di dollari. Questo flop si inserisce in un contesto più ampio di ristrutturazione nell’industria cinematografica, in seguito alla fusione tra Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery, che ha portato a licenziamenti significativi.

Nonostante le difficoltà, Powell continua a lavorare su nuovi progetti, tra cui la seconda stagione di Chad Powers e il film The Comeback King, diretto da Judd Apatow e previsto per il rilascio nel 2027. La sua carriera sembra quindi proseguire, nonostante le sfide attuali del mercato cinematografico.

In conclusione, l’intervista a Esquire offre uno spaccato interessante della vita di Glen Powell, rivelando non solo le sue opinioni personali, ma anche le difficoltà che ha affrontato nel suo lavoro. La sua scelta di rimanere distante dal dibattito politico potrebbe riflettere una strategia più ampia per mantenere la propria immagine pubblica in un’epoca di crescente polarizzazione.