In un’intervista rilasciata a Rolling Stone US, Alice Cooper ha affrontato il delicato tema del rapporto tra musica e politica, in occasione della pubblicazione della sua autobiografia Devil on My Shoulder. Il rocker ha espresso una posizione netta riguardo all’impegno politico degli artisti, affermando: “Nel momento in cui si arriva a dire per chi votare e perché, e ‘facciamo questo e quello’, allora comincio a pensare: ‘D’accordo, ragazzi, adesso non siete più musicisti, siete politici’.” Questa dichiarazione mette in luce il suo scetticismo nei confronti di artisti che utilizzano la loro piattaforma per influenzare le scelte politiche del pubblico.
Cooper ha chiarito che, pur votando, non intende mai utilizzare la sua voce per dire agli altri cosa fare. Ha sottolineato: “Per quanto mi riguarda, non userò mai quella piattaforma per dire a qualcuno cosa fare.” Questo approccio riflette una visione della musica come forma di intrattenimento piuttosto che come strumento di attivismo politico.
Riferendosi ad artisti come Bruce Springsteen, Sting e Bono, Cooper ha riconosciuto il loro impegno umanitario, ma ha ribadito la sua posizione: “Nel momento in cui si arriva a dire per chi votare e perché, e ‘facciamo questo e quello’, allora comincio a pensare: ‘D’accordo, ragazzi, adesso non siete più musicisti, siete politici’.” Questa distinzione tra l’arte e l’attivismo politico è un tema ricorrente nel dibattito contemporaneo sulla responsabilità sociale degli artisti.
Cooper ha anche ricordato le sue discussioni con John Lennon, che cercava di esprimere le proprie convinzioni politiche. Rispondendo a Lennon, Cooper ha affermato: “Tu cerchi di salvare il mondo. Io cerco soltanto di intrattenere la gente.” Questa frase evidenzia il suo desiderio di mantenere la musica come un mezzo di svago piuttosto che come un veicolo per messaggi politici.
Infine, Cooper ha condiviso la sua reazione all’assassinio di Lennon, un evento che ha scosso profondamente il mondo della musica. Ha ricordato come, dopo la tragedia, molti musicisti, incluso lui stesso, abbiano cominciato a portare armi per sentirsi più sicuri: “So che tutti i miei amici hanno cominciato a portare armi. Anch’io ho cominciato allora, perché all’improvviso era diventata una minaccia per tutti noi.” Queste parole offrono uno spunto di riflessione sul clima di paura e insicurezza che ha caratterizzato quel periodo.
Le dichiarazioni di Alice Cooper invitano a una riflessione più profonda sul ruolo degli artisti nel dibattito politico e sulla necessità di mantenere una certa distanza tra l’arte e l’attivismo, un tema che continua a suscitare discussioni vivaci nel panorama musicale contemporaneo.
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