La Torre di Chia, storica dimora di Pier Paolo Pasolini, è al centro di una controversia legale che coinvolge l’attore Gabriele Gallinari, attuale proprietario dell’immobile. La scrittrice Dacia Maraini, in un intervento sul Corriere della Sera, ha espresso la sua indignazione per la decisione della Regione Lazio di imporre a Gallinari di sgomberare la sua casa entro trenta giorni, senza alcun indennizzo.

Costruita nel 1200 nel territorio di Soriano del Cimino, la Torre di Chia è un luogo ricco di storia e bellezza naturale, circondata da boschi e torrenti. Pasolini vi ha girato molte scene dei suoi film, rendendola un simbolo della sua eredità culturale. Gallinari ha acquistato la proprietà nel 2021 dagli eredi del poeta, utilizzando i proventi della vendita della sua casa a Roma, e ha successivamente aperto la torre alle visite, permettendo a molti di conoscere l’ultima dimora di Pasolini.

Tuttavia, nel 2022, l’Università agraria di Chia ha contestato l’acquisto, rivendicando diritti sulla proprietà e avviando un’azione legale per dichiarare illegittimo il trasferimento. Nonostante Gallinari abbia presentato documentazione che attesta la legittimità dell’acquisto, la Regione Lazio ha deciso di eseguire un verdetto di primo grado che annulla l’atto di acquisto, costringendo l’attore a lasciare la sua casa.

Maraini ha descritto la situazione come “grottesca” e ha chiesto giustizia, sottolineando l’importanza di preservare la memoria di Pasolini e il diritto di Gallinari di mantenere la proprietà. La scrittrice ha criticato l’applicazione di leggi che si basano su antiche consuetudini feudali, a scapito della conservazione della cultura e della storia.

Questa vicenda solleva interrogativi non solo sulla gestione del patrimonio culturale, ma anche sul rispetto dei diritti dei privati in contesti di interesse pubblico. La Torre di Chia, oltre a essere un luogo di memoria, rappresenta un nodo cruciale nella discussione su come tutelare e valorizzare il patrimonio culturale italiano.