Il ‘Faust’ di Charles Gounod, diretto da Daniele Rustioni e con la regia di Johannes Erath, ha debuttato alla Scala di Milano con un caloroso successo di pubblico. La seconda serata, tenutasi il 24 ottobre 2026, ha visto un’accoglienza entusiasta dopo l’annullamento della prima per uno sciopero dei dipendenti. Gli applausi sono stati intensi per Rustioni, noto per la sua specializzazione nel repertorio francese dell’Ottocento, e per la regia innovativa di Erath, che ha scelto di ambientare il dramma di Margherita in un contesto circense.

La regia di Erath presenta un confronto tra Cielo e Inferno all’interno di una pista circense, popolata da clown, pagliacci e domatori, che incorniciano il dramma di Margherita, sedotta e abbandonata da Faust grazie agli inganni di Mefistofele. I protagonisti principali, Marina Rebeka (Margherita), Vittorio Grigolo (Faust) e Alex Esposito (Mefistofele), hanno ricevuto applausi calorosi, insieme al coro diretto da Alberto Malazzi e agli altri interpreti, tra cui Ernesto Petti (Valentin), Marcela Rahal (Siebel), Xhieldo Hyseni (Wagner) e Hyeonsol Park (Marthe).

La rappresentazione si snoda in cinque atti per un totale di tre ore di musica, con due intervalli. Il dramma di Margherita è potente e la sua lotta per salvare la propria anima culmina in un finale toccante. Faust, pur avendo venduto la sua anima, mostra segni di pentimento, ma la regia di Erath riesce a bilanciare la tensione drammatica con elementi di leggerezza, grazie all’ambientazione circense. Mefistofele, interpretato da Esposito, si presenta come un maestro di cerimonie, capace di incarnare diversi aspetti del male, da clown a becchino, fino a Papa, nella scena del ‘vitello d’oro’.

Erath descrive il circo come un luogo che fa dimenticare il mondo normale, e Margherita, vestita con un tutù bianco, diventa una funambola in equilibrio tra fede e disperazione. La presenza di figuranti che raddoppiano i personaggi principali arricchisce ulteriormente la messa in scena, creando un’atmosfera di coinvolgimento diretto con il pubblico.

Il ‘Faust’ di Gounod, con la sua combinazione di dramma e ironia, si conferma un’opera di grande impatto, capace di attrarre e coinvolgere il pubblico scaligero in un’esperienza unica e memorabile.