La stagione operistica della Scala di Milano si apre sotto il segno della polemica. I loggionisti, storici frequentatori del teatro, sono sul piede di guerra a causa dei recenti aumenti dei prezzi dei biglietti e degli abbonamenti per la prossima stagione. Questi rincari si sommano a quelli già annunciati per i posti ‘vip’ in platea, suscitando malcontento tra i fedeli spettatori.
Tra i rincari più significativi, l’abbonamento per la prima galleria per dieci opere è passato da 960 a 1050 euro, con un incremento di circa il 10%. Altri aumenti riguardano i biglietti di prima fila centrale della seconda galleria, che sono stati ‘promossi’ al prezzo dei biglietti centrali di prima galleria, passando da 100 a 130 euro. Anche i posti nei palchi hanno subito aumenti notevoli: l’ultima fila nei palchi centrali in quart’ordine, per le opere più costose, è passata da 110 a 200 euro.
Nonostante alcuni posti a visibilità ridotta siano stati ‘declassati’, il sentimento generale è di un incremento dei costi. Le lamentele sui social network dei loggionisti evidenziano una percezione di gentrificazione, con alcuni che denunciano come il biglietto riservato a spettatori con disabilità sia aumentato da 80 a 130 euro, tradendo la funzione pubblica e sociale che una fondazione lirico-sinfonica sostenuta dallo Stato dovrebbe garantire.
Molti loggionisti lamentano che il teatro stia privilegiando un pubblico turistico, disposto a pagare di più e meno incline a contestare eventuali spettacoli deludenti, a scapito degli spettatori storici. “Un teatro per ricchi” è la sintesi di questa frustrazione. Nonostante l’iniziativa di offrire sconti del 50% ai milanesi per la prima volta alla Scala, i prezzi attuali sollevano dubbi sulla reale accessibilità dell’evento.
Le proposte di protesta non mancano: si va dallo ‘sciopero’ dell’abbonamento a richieste di intervento da parte della Corte dei Conti. Massimiliano Vono, in un post sul suo blog, ha sottolineato come la politica dei prezzi attuale contraddica la funzione sociale per cui lo Stato, il Comune e la Regione versano annualmente ingenti contributi al teatro. Domani, il sovrintendente Fortunato Ortombina parteciperà a un incontro con gli ‘Amici del loggione’, un’occasione che potrebbe rivelarsi cruciale per chiarire la situazione e ascoltare le istanze dei loggionisti.

Studi classici, amante della musica e del cinema… ma non mi piacciono i musical 🙂
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