Partita la 74esima edizione del Festival del Cinema di Cannes: dopo uno stop causato dalla pandemia torna uno delle competizioni più prestigiose del mondo. Sarà Annette di Leo Carax ad aprire le danze sulla Croisette mentre la chiusura è affidata all’action Agente speciale 117 – Allarme rosso in Africa. La giuria, di cui fanno parte personalità del mondo culturale, è presieduta  dal regista Spike Lee e composta da elementi molto eterogenei come l’attrice Maggie Gyllenhaal o Mylene Farmer, musicista molto famosa oltralpe. Completano la squadra dei giudici la regista Jessica Hausner, l’attore sudcoreano Song Kang Ho e Tharar Rahim famoso protagonista de Il profeta

Ventiquattro i titoli in concorso e molti i nomi di rilievo, da Wes Anderson e Sean Penn, qui in veste di regista per presentare Flag Day. A rappresentare l’Italia ci sarà Nanni Moretti in concorso con il suo ultimo lavoro dal titolo Tre Piani. Presente a Cannes anche Asghar Farhadi con il giallo A Hero: il regista iraniano torna a girare nel suo paese una vicenda a tinte fosche che si preannuncia come uno dei favoriti alla vittoria finale.  Wes Anderson con A French Dispatch racconta una storia di giornalismo americano dalla realtà di una redazione francese del Novecento. 

Interessante scelta per Paul Verhoeven che, con Benedetta, porta al festival una storia d’amore saffica ambientata durante il rinascimento italiano. Il film, interpretato tra gli altri anche da Charlotte Rampling, è basato su un saggio storico che ricostruisce la vita monastica di Benedetta Carini.  Titoli che sulla carta potrebbero ambire alla Palma d’oro: sarà compito dei giurati individuare il più meritevole tra un elenco  che mescola tradizione e rinnovamento. 

Un pezzo di Belpaese ha già vinto: si tratta di Marco Bellocchio cui sarà assegnata la Palma alla carriera. Il regista de I pugni in tasca si è detto molto felice per questo importante riconoscimento riservato a pochi giganti del cinema quali Clint Eastwood o Francis Ford Coppola: “I premi servono per andare avanti. Sono contento della mia vita, di tutto quello che mi è successo, questo riconoscimento rappresenta qualcosa di speciale”, ha dichiarato Bellocchio a proposito del premio

 

Titoli in concorso 

 

  • Annette, regia di Leos Carax (Francia, Germania, Belgio, Giappone, Messico, Svizzera), film d’apertura
  • Benedetta, regia di Paul Verhoeven (Francia, Paesi Bassi, Belgio)
  • Bergman Island, regia di Mia Hansen-Løve (Francia, Germania, Belgio, Svezia, Messico)
  • Doraibu mai kā, regia di Ryūsuke Hamaguchi (Giappone)
  • A feleségem története, regia di Ildikó Enyedi (Ungheria, Germania, Francia, Italia)
  • Flag Day, regia di Sean Penn (Stati Uniti d’America)
  • La Fracture, regia di Catherine Corsini (Francia)
  • France, regia di Bruno Dumont (Francia, Germania, Belgio, Italia)
  • The French Dispatch of the Liberty, Kansas Evening Sun, regia di Wes Anderson (Stati Uniti d’America)
  • ha’Derech, regia di Nadav Lapid (Francia, Germania)
  • Haut et fort, regia di Nabil Ayouch (Francia)
  • Hytti nro 6, regia di Juho Kuosmanen (Finlandia, Estonia, Germania, Russia)
  • Les Intranquilles, regia di Joachim Lafosse (Belgio, Lussemburgo, Francia)
  • Lingui, regia di Mahamat-Saleh Haroun (Ciad)
  • Memoria, regia di Apichatpong Weerasethakul (Tailandia, Colombia, Regno Unito, Francia, Germania, Messico)
  • Nitram, regia di Justin Kurzel (Australia)
  • Les Olympiades, regia di Jacques Audiard (Francia)
  • Petrovy v grippe, regia di Kirill Serebrennikov (Russia, Francia)
  • Qahremān, regia di Asghar Farhadi (Iran)
  • Red Rocket, regia di Sean Baker (Stati Uniti d’America)
  • Titane, regia di Julia Ducournau (Francia, Belgio)
  • Tout s’est bien passé, regia di François Ozon (Francia)
  • Tre piani, regia di Nanni Moretti (Italia, Francia)
  • Verdens verste menneske, regia di Joachim Trier (Norvegia, Francia, Danimarca, Svezia)

 

La sezione per i registi emergenti torna alla sua prima ispirazione, scovare dei professionisti in grado di raccogliere il testimone promuovendo un’idea di cinema indipendente e di estremo spessore. Per questa edizione “Un certain regard” sarà improntata su esordi provenienti da tutto il mondo. Nell’elenco si raccolgono diciassette pellicole di generi e impostazioni differenti accomunate dalla passione il mezzo dei suoi creatori. Soggetti che affrontano realtà diverse con approcci spiritosi o drammatici in grado di far vivere i sentimenti insiti nelle storie. 

 

 Titoli sezione Un Certain Regard 

 

  • After Yang, regia di Kogonada (Stati Uniti d’America)
  • Blue Bayou, regia di Justin Chon (Stati Uniti d’America)
  • Bonne Mère, regia di Hafsia Herzi (Francia)
  • Bağlılık Hasan, regia di Semih Kaplanoğlu (Turchia)
  • La civil, regia di Teodora Ana Mihai (Romania, Belgio)
  • Delo, regia di Aleksej Alekseevič German (Russia, Canada, Germania)
  • Dýrið, regia di Valdimar Jóhansson (Islanda, Svezia, Polonia)
  • Freda, regia di Gessica Généus (Haiti, Francia, Benin)
  • Let It Be Morning, regia di Eran Kolirin (Israele, Francia)
  • Mes frères et moi, regia di Yohan Manca (Francia)
  • Un monde, regia di Laura Wandel (Belgio)
  • Moneyboys, regia di C. B. Yi (Austria, Francia, Taiwan)
  • Noche de fuego, regia di Tatiana Huezo Sánchez (Messico, Germania, Brasile, Svizzera)
  • Razžimaja kulaki, regia di Kira Kovalenko (Russia)
  • Rehana Maryam Noor, regia di Abdullah Mohammad Saad (Bangladesh)
  • De uskyldige, regia di Eskil Vogt (Norvegia, Svezia, Danimarca)
  • Women Do Cry, regia di Mina Mileva e Vesela Kazakova (Bulgaria, Francia)

 

Una novità che al debutto per questa edizione del festival è la sezione Cannes Premiere. In questo spazio si raccolgono quei film che non sono riusciti a far parte della lista ufficiale, ma portano in dote una qualità meritevole di menzione. Registi come Oliver Stone o Arnaud Desplechin fanno parte di Premiere, una selezione quasi parallela a quella ufficiale che si annuncia come l’occasione di una passerella importante o semplicemente un tributo dovuto alla professionalità degli autori in essa contenuti. Titoli da segnalare JFK revisited, documentario di Oliver Stone contenente documenti inediti sull’assassinio del presidente a Dallas e Hold Me tight, commedia agrodolce di Mathieu Almeric

 

Selezione Cannes Prèmiere 

 

  • JFK Revisited: Through The Looking Glass di Oliver Stone
  • Jane Par Charlotte di Charlotte Gainsbourg
  • Evolution di Kornél Mundruczo
  • Tromperie (Deception) di Arnaud Desplechin
  • Cow di Andrea Arnold
  • Cette Musique Ne Joue Pour Personne (Love songs for tough guys) di Samuel Benchetrit
  • Mothering Sunday di Eva Husson
  • Serre-Moi Fort (Hold me tight) di  Mathieu Amalric
  • In front of your face di Hong Sang-Soo

 

 

 

Di Paolo Quaglia

Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.