Una recente ricerca condotta dall’archeologo Valentino Nizzo ha portato alla luce nuove informazioni sulla Centopietre di Patù, un monumento enigmatico situato nel borgo salentino di Patù, a pochi passi dal mare e dal Capo di Leuca. Questo studio, presentato a Lecce alla presenza del soprintendente Antonio Zunno, del sindaco Gabriele Abaterusso e del vescovo di Ugento Vito Angiuli, ha ricostruito storie e leggende legate al monumento, rivelando connessioni con le grandi reti culturali del Rinascimento.
La Centopietre, considerata da secoli il monumento funerario del misterioso barone Siminiano o Geminiano, cavaliere al seguito di Carlo Magno, è al centro di una controversia con i proprietari privati, che ha portato all’avvio delle pratiche per l’esproprio al fine di preservarne l’integrità. Secondo la tradizione, Siminiano sarebbe morto combattendo i Mori nella piana di Campo Re, una battaglia menzionata anche in un’epigrafe della vicina chiesa di San Giovanni. Tuttavia, Nizzo sottolinea che Carlo Magno non è mai giunto a Patù, e che la narrazione storica potrebbe essere stata influenzata da eventi successivi.
Un altro elemento chiave della ricerca è il rinvenimento di un dito attribuito a San Giovanni Battista, scoperto nella chiesa di San Giovanni e datato intorno al 916. Questo dito, che si dice fosse stato portato dalla Terra Santa durante le crociate, è stato identificato da Nizzo come la reliquia conservata nella cattedrale di Altamura, dove sarebbe giunta prima del 1584. La scoperta suggerisce un possibile legame tra i Gonzaga, che governavano Patù, e i Farnese, principi di Altamura, in un contesto di alleanze politiche e religiose.
La figura di Siminiano, la cui storia è emersa per la prima volta in un libretto pubblicato a Padova nel 1588, sembra essere stata influenzata dalla letteratura cavalleresca e dalle tradizioni locali. Nizzo evidenzia come la narrazione di Siminiano possa essere stata modellata su figure simili, come Saint Emiland, un santo guerriero francese, suggerendo un linguaggio condiviso che ha permesso la reinterpretazione di temi come tombe, monumenti enigmatici e santi guerrieri.
Questa ricerca non solo illumina la storia di Patù, ma la colloca anche all’interno di un contesto europeo più ampio, dove le storie di cavalieri e santi si intrecciano con le esperienze politiche e militari dei signori locali, in particolare durante la lotta contro l’impero ottomano. La Centopietre e il dito di San Giovanni rappresentano due tasselli di un mosaico che, cinquecento anni fa, collegava la salentina Patù alle grandi corti europee e ai percorsi di devozione, come il Cammino di Santiago e la Francigena.
Più letti del mese
I contenuti che stanno attirando più lettori negli ultimi giorni.
- Orchestra Sinfonica Brutia: Prima Esecuzione Assoluta di “Fratello Sole, Sorella Luna” 30 Settembre 2026
- Riparte la rassegna ‘Focus’ al Piccolo Teatro Unical con Lindo Nudo 27 Settembre 2026
- Sam Reid racconta il finale di ‘The Vampire Lestat’ e le sfide del suo rock star 22 Luglio 2026
- Ritrovato un inedito quaderno di Ippolito Lorenzini su ‘Pinocchio’ in occasione 6 Ottobre 2026
- LEMNOS: un’opera di Giorgina Pi al Teatro Vascello dal 7 all’11 ottobre 2 Ottobre 2026