Il Consiglio di Amministrazione della Rai si è riunito per discutere i nuovi palinsesti autunno-inverno, con un focus particolare sulla trasmissione cult ‘Chi l’ha visto?’. La storica conduttrice Federica Sciarelli, dopo 22 anni di conduzione, si prepara a lasciare il programma, e la sua successione è al centro di un acceso dibattito. Stefano Coletta ha già escluso la sua candidatura, lasciando aperta la questione su chi prenderà il suo posto.

Tra le novità più rilevanti, Antonino Monteleone approderà al martedì sera di Rai3 con un nuovo spazio di approfondimento, che sostituirà ‘Far West’ di Salvo Sottile. Questa scelta ha suscitato critiche da parte di alcuni membri del CDA, tra cui Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale, che hanno definito l’assegnazione a Monteleone come “clamorosamente inappropriata”. Monteleone è stato recentemente al centro di polemiche per alcuni suoi post sui social, ritenuti incompatibili con il servizio pubblico.

Inoltre, il CDA ha confermato l’arrivo di Roberto Inciocchi su Rai2 con un nuovo talk show, mentre Vittorio Brumotti presenterà ‘Ultima Chiamata’. Su Rai1, Roberto Benigni tornerà in access prime time il 4 ottobre con una rivisitazione dello speciale sul ‘Cantico delle Creature’, in occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco.

Il toto-nomi per la successione di Sciarelli include figure come Giorgia Cardinaletti, Manuela Moreno e Pino Rinaldi, ma anche inviate interne come Raffaella Griggi e Veronica Briganti. La situazione è ulteriormente complicata dalla vertenza legale di Sigfrido Ranucci, che dovrà affrontare questioni legate al suo lavoro di inchiesta per ‘Report’.

Il dibattito sui nuovi palinsesti Rai non si limita a ‘Chi l’ha visto?’. Altri programmi come ‘Petrolio’ di Duilio Giammaria e ‘Blu Notte – Misteri Italiani’ di Carlo Lucarelli torneranno in onda, mentre si discute anche del possibile ritorno di ‘Via dei Matti n. 0’ di Stefano Bollani. La Rai si prepara a una stagione ricca di cambiamenti, ma le polemiche interne e le scelte editoriali sollevano interrogativi sulla direzione futura dell’emittente.