'Rapiti', ritorno alla vita tra Jihad e Vaticano per Brando Costa
Nel nuovo romanzo di Tonino Bettanini, in un percorso dall'Afghanistan a Roma TONINO BETTANINI, RAPITI – DALLA SIRIA DI PAOLO ALLA ROMA DI PIETRO (Sagep editori, 158 pagine, 18 euro) Per Brando Costa, consigliere diplomatico, rapito per quasi 3 anni dall'Isis e vicino (forse) alla libertà, l'incontro con una madre superiora in un convento trappista in Siria, ex sessantottina, suor Benedetta, diventa la guida per il ritorno alla vita e al senso degli altri, in Rapiti – Dalla Siria di Paolo alla Roma di Pietro (edito da Sagep Editori) firmato da Tonino Bettanini. L'autore, giornalista e docente universitario che ha compiuto nella sua carriera un lungo percorso nelle istituzioni e nella comunicazione italiana ed europea (fra gli altri, per la presidenza del Consiglio, la Commissione europea, i ministeri di Grazia e Giustizia, della Funzione Pubblica, degli Affari Esteri, dei Beni e le attività Culturali, di Università e ricerca, l'Expo 2015, il Senato, L'Accademia di Brera, ndr) torna così per una quinta avventura al personaggio, già esplorato in Contro tutte le paure, Bruxelles: la pelouse des Anglais, L'icona di San Pietroburgo e L'impermeabile di Kabul. Costa, rapito in Afghanistan, si ritrova pedina fondamentale nella fuga del suo affabile carceriere Namatullah, membro di un'organizzazione jihadista che si stacca dai vecchi compagni per una nuova formazione e una nuova missione. Un passaggio tanto complesso quanto misterioso, che passa per la tappa dei due uomini in un convento trappista in Siria, dove Brando, alienato dalla reclusione, viene pian piano aiutato a ritornare ai suoi ricordi e al suo presente dalla madre superiora, suor Benedetta, fatta prigioniera insieme ad altre religiose nel monastero da Namatullah, e nuovi pericolosi compagni jihadisti. Brando inizia l'uscita dal non luogo senza tempo in cui era stato rinchiuso grazie alla chiamata alla moglie Galya, resa possibile da Benedetta, che nasconde un telefono satellitare. Un atto di coraggio (il primo di tanti, nella storia. da parte della suora) che porta a un rapporto di profonda fiducia e scambio tra la madre superiora brillante, lucida e pragmatica e Brando, all'inizio disilluso e perso. Tra esplosioni di violenza, minacce, pericoli, uccisioni spietate compiute dai rapitori e un nuovo viaggio verso il Libano scandito da racconti di vita, Brando e suor Benedetta si confrontano sulle rispettive scelte, ma anche su temi come il '68, il femminismo e il rapporto con Dio. "La fede che ho abbracciato – dice la religiosa – mi ha portato in dono due parole, 'perdono e promessa'. Due parole pesanti e leggere nello stesso tempo". Una dimensione intima che scorre parallela alla graduale scoperta da parte di Brando, che ne mette via via insieme i pezzi, di un nuovo pericoloso piano da parte dei terroristi, che ha come obiettivo il Papa e il Vaticano. Un pericoloso intreccio di spie e controspie, cellule dormienti, bugie, ricatti e rivelazioni, intorno a una giovane suora, Jocelyne. "Un gioco di specchi che mi intriga e soprattutto mi inganna, che mi lascia indifeso". riflette Brando nelle fasi finali, guardando al mondo nel quale è tornato. Riproduzione riservata © Copyright ANSA Da non perdere prevPageLabel nextPageLabel Condividi Link copiato

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