Le leggende del punk queercore degli anni Novanta, i Team Dresch, tornano sulla scena musicale con il loro primo album dopo 30 anni, intitolato Furthermore. Questo nuovo lavoro arriva in un momento in cui il mondo ha più che mai bisogno della loro voce, caratterizzata da un mix di brutalità e ispirazione.
Originari del Pacific Northwest, i Team Dresch si erano già fatti notare negli anni Novanta con due album iconici: Personal Best (1994) e Captain My Captain (1996). Il primo è stato recentemente inserito nella lista dei più grandi album punk di tutti i tempi da Rolling Stone, grazie alle sue narrazioni audaci sulla gioventù queer, con brani emblematici come “Fagetarian vs. Dyke” e “Screwing Yer Courage”.
Il gruppo, fondato da Donna Dresch, una figura di spicco della scena musicale del Northwest, ha sempre avuto un forte legame con il DIY e la cultura punk femminista. Dresch, già nota per il suo lavoro con band come Dinosaur Jr. e Screaming Trees, ha dato vita a questo collettivo di musiciste che hanno saputo esprimere la loro identità attraverso la musica e la scrittura, come dimostra il suo zine Chainsaw.
Il nuovo album Furthermore è descritto come un insieme di inni che celebrano la resilienza e la comunità. Il brano “Growing Underground” contiene un potente messaggio di resistenza: “You can’t erase us! We’re stars”, un vero e proprio grido di battaglia per i tempi moderni. I membri della band, tra cui Jody Bleyle, Kaia Wilson e Melissa York, hanno notato con entusiasmo la presenza di un pubblico giovane ai loro concerti, un segnale che la loro musica continua a risuonare con le nuove generazioni.
Il contesto attuale, caratterizzato da sfide per la comunità queer, rende il ritorno dei Team Dresch ancora più significativo. Come osserva Bleyle, “Dovremmo ringraziare gli estremisti religiosi per il fatto che possiamo continuare a fare ciò che facciamo”. La band ha sempre mescolato rabbia e gioia nelle proprie canzoni, e questo nuovo lavoro non fa eccezione. “I do it for you,” cantano in “One Song”, un richiamo a tutti i giovani che si sono sentiti soli e incompresi.
Il processo creativo per Furthermore è stato in parte a distanza, con i membri che hanno collaborato via Zoom, un modo che ricorda le connessioni tra i fan che si scambiavano lettere e zine negli anni passati. “Ci siamo adattati”, afferma York, sottolineando la loro capacità di rimanere uniti nonostante le distanze fisiche.
Il ritorno dei Team Dresch non è solo un evento musicale, ma un atto di resistenza e una celebrazione della cultura queer. Con Furthermore, la band non solo riafferma la propria presenza, ma si propone anche come mentore per le nuove generazioni, continuando a diffondere un messaggio di gioia e accettazione.
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