Gianmarco Tognazzi, ospite speciale del Alta Marea Festival a Termoli, ha espresso la sua disponibilità a partecipare a un film ambientato in Molise, sottolineando di non aver mai avuto preclusioni nei confronti di questa regione. Durante l’evento, che ha celebrato i trent’anni del film “I Laureati” di Leonardo Pieraccioni, Tognazzi ha condiviso aneddoti e riflessioni sul suo percorso professionale e personale.

Il festival, iniziato il 23 luglio e che si concluderà il 25 con la premiazione dei cortometraggi vincitori, ha visto Tognazzi interagire con il pubblico davanti alla Cattedrale di Termoli. Durante il dibattito moderato dalla giornalista Martina Barone, l’attore ha ricordato l’importanza di “I Laureati”, definendolo un film fortunato che ha segnato un cambiamento significativo nella sua vita, tanto da farlo riflettere sulla sua evoluzione personale e professionale.

Tognazzi ha raccontato di come, in gioventù, avesse sognato di lasciare la campagna per la vita metropolitana, ma che col tempo ha riscoperto il richiamo delle sue origini, dedicandosi anche alla passione per il vino. Ha inoltre condiviso un ricordo di Termoli, risalente agli anni ’80, quando partecipò a una partita di beneficenza con Tony Santagata.

Riguardo al cinema contemporaneo, Tognazzi ha osservato come il mercato e il pubblico siano cambiati nel tempo, esprimendo una certa nostalgia per un tipo di cinema che oggi sembra meno presente. Ha anche parlato dell’eredità lasciatagli dal padre, Ugo Tognazzi, che non solo gli ha trasmesso una tenuta in campagna, ma anche una filosofia di vita improntata al rispetto e alla libertà.

Infine, l’attore ha sollevato una questione importante: la difficoltà del Paese nel trasmettere la propria storia e i propri personaggi alle nuove generazioni, un tema che merita una riflessione approfondita nel contesto culturale attuale.