Gary Marenzi, ex presidente di Paramount International Television e MGM Worldwide Television, ha espresso forti preoccupazioni riguardo alla possibile fusione tra Paramount Skydance Corporation e Warner Bros Discovery, un’operazione valutata circa 110 miliardi di dollari. Marenzi ha definito questa eventualità come “un disastro”, sottolineando che potrebbe portare al licenziamento di 6-7 mila persone e a una grave compromissione della libertà di stampa.

Secondo Marenzi, la fusione potrebbe accentuare la tendenza della Paramount a spostarsi verso destra, un fenomeno già osservato durante la presidenza di Donald Trump. L’ex presidente di Paramount ha dichiarato che i produttori e gli scrittori di Hollywood si oppongono all’operazione, ritenendo che essa possa ridurre ulteriormente l’imparzialità dell’informazione.

La fusione, se realizzata, concentrerebbe sotto un’unica entità una vasta gamma di media, tra cui CNN, Warner Bros. Pictures e il servizio di streaming HBO Max. Tuttavia, l’operazione è attualmente in stallo e slittata al 2027 a causa di una causa intentata da una coalizione di procuratori generali di 12 Stati, presso la Corte Distrettuale Settentrionale della California.

Marenzi, che ha una propria casa di produzione, è attualmente in Italia per lavorare a un film ispirato alla leggenda della “Dama Bianca” di Elisabetta de Dominis, ambientato nel Castello di Duino, noto per le elegie di Rainer Maria Rilke. Il progetto prevede un budget inferiore ai 5 milioni di dollari e sarà girato in inglese in Friuli Venezia Giulia.

Riguardo all’industria cinematografica attuale, Marenzi ha osservato che si sta polarizzando tra film di grande budget, superiori ai 100 milioni di dollari, e produzioni più piccole, sotto i 10 milioni. Ha anche notato come gli streamer, come Disney e Netflix, stiano influenzando il mercato, rendendo più difficile per i film indipendenti trovare distributori, a causa della loro natura spesso di nicchia o artistica.

Infine, Marenzi ha espresso fiducia nella creatività umana, sottolineando che, nonostante l’uso crescente di algoritmi da parte degli streamer, la vera arte può ancora emergere solo nelle mani di artisti autentici.