Ian Hill, il bassista storico dei Judas Priest, ha annunciato il suo ritiro dalla band, segnando la fine di un’era per uno dei gruppi più iconici del heavy metal. In una lunga dichiarazione, Hill ha rivelato che la sua decisione è stata influenzata da problemi di salute, in particolare dall'”evil arthritis” che lo affligge da anni, e dalla necessità di dedicare più tempo alla sua famiglia, trascurata per oltre cinquant’anni.

“Per molto tempo, quando mi chiedevano ‘fino a quando puoi continuare?’, ho sempre risposto ‘fino a quando le mie performance non ne risentono’… Purtroppo, quel momento è arrivato,” ha dichiarato Hill. Il bassista ha spiegato di aver lottato con dolori e infortuni, tra cui un tendine rotto alla spalla sinistra, che lo hanno costretto a chiedere aiuto a Davey Rimmer degli Uriah Heep come sostituto durante il recente tour europeo.

Nonostante le difficoltà fisiche, Hill ha confermato di aver registrato le linee di basso per il prossimo album della band, che seguirà l’uscita di Invincible Shield nel 2024. Tuttavia, la sua condizione ha sollevato dubbi sulla sua capacità di esibirsi dal vivo, portandolo a prendere la difficile decisione di ritirarsi.

Hill è entrato a far parte dei Judas Priest nel 1970, un anno dopo la fondazione della band da parte di Al Atkins. Da allora, ha vissuto in prima persona tutte le evoluzioni del gruppo, partecipando a ogni album in studio, dal debutto Rocka Rolla fino all’imminente nuovo lavoro. La band ha espresso il proprio dispiacere per la sua partenza, sottolineando quanto Hill sia stato fondamentale per la loro storia e augurandogli il meglio per il futuro.

Con il ritiro di Hill, i Judas Priest si preparano a una nuova fase, accogliendo Rimmer come nuovo bassista. Questo cambiamento segna non solo la fine di un capitolo, ma anche l’inizio di nuove sfide per la band, che continua a essere un pilastro della scena heavy metal.