Alla Festa di Roma, il regista russo Andrey Zvyagintsev ha presentato il suo nuovo film Minotaur, Il labirinto del potere, un’opera che si distacca dai tradizionali drammi della gelosia per affrontare tematiche più profonde e inquietanti. Zvyagintsev ha descritto il suo film come un “delitto senza castigo”, richiamando alla mente il celebre romanzo Delitto e castigo di Dostoevskij, ma ambientato nella Russia del 2022, un contesto segnato dalla guerra in Ucraina e dalla corruzione.
Il protagonista, Gleb (interpretato da Dmitriy Mazurov), è un imprenditore di successo che vive con la moglie Galina (Iris Lebedeva) e il figlio in una città di provincia. La sua vita professionale è messa a dura prova dalle crescenti difficoltà economiche e dalle pressioni legate al conflitto. La scoperta del tradimento della moglie con un fotografo più giovane, Anton (Yuriy Zavalnyouk), lo costringe a confrontarsi con la sua realtà e le sue scelte in un Paese in cui la corruzione è all’ordine del giorno.
Il film, che sarà distribuito in sala dal 29 ottobre da Bim, ha già ricevuto riconoscimenti importanti, tra cui il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes. Zvyagintsev ha dichiarato di essersi ispirato a The Unfaithful Wife di Claude Chabrol, trasformando la storia in una parabola sulla Russia contemporanea, dove la brutalità e la mancanza di libertà sono palpabili.
Il regista, attualmente in esilio in Francia, ha espresso la sua impossibilità di lavorare liberamente in Russia, sottolineando la mancanza di vera politica e di libertà di espressione nel suo Paese. “Sono nato in un Paese dove non ci sono vere elezioni né libertà di parola”, ha affermato, evidenziando la sua frustrazione nei confronti del sistema politico russo.
Durante la sua partecipazione a Cannes, Zvyagintsev ha sentito il dovere di esprimere la sua opinione sulla guerra in Ucraina, invitando il Presidente russo a porre fine al conflitto. La sua dichiarazione ha suscitato una reazione negativa da parte del portavoce di Putin, Dmitry Peskov, che ha sottolineato come il regista non avesse voce in capitolo, un riflesso della condizione di molti cittadini russi.
Con Minotaur, Zvyagintsev non solo racconta una storia personale, ma offre anche uno spaccato della società russa contemporanea, invitando il pubblico a riflettere sulle conseguenze della corruzione e della guerra.

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