Durante la 26esima Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, si è tenuto un panel all’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles intitolato “Under the Italian Spell. Why Hollywood Keeps Falling in Love with the Italian Language”. L’evento, organizzato da ITTV International +TechInEntertainment con il supporto del Consolato Generale d’Italia, ha messo in luce le sfide e le opportunità per le produzioni italiane nel mercato cinematografico americano.

Charles Ferraro, partner e agente letterario della UTA, ha sottolineato che gli americani tendono a evitare film e serie con sottotitoli, rendendo difficile l’ingresso di opere in lingua non inglese. Tuttavia, ha anche evidenziato come l’Italia possa offrire storie uniche in grado di attrarre il pubblico americano. Ferraro ha affermato: “L’Italia offre nuove opportunità per raccontare storie capaci di attraversare l’Atlantico”.

Tra i partecipanti al panel, l’attore David Giuntoli ha condiviso la sua esperienza di audizioni su Zoom con produzioni italiane, evidenziando l’interesse crescente delle piattaforme come Netflix e Amazon per storie che uniscono i due mercati. Jill Gillet, produttrice di Andiamo Media, ha aggiunto che le piattaforme streaming, dopo aver raggiunto la saturazione degli abbonamenti in Nord America, sono alla ricerca di nuove opportunità di crescita all’estero.

Un tema centrale emerso dalla discussione è la necessità di superare l’immagine stereotipata dell’Italia, spesso associata a sole e buon cibo. Gillet ha proposto di adattare per il grande schermo il romanzo “Boston” di Upton Sinclair, che affronta il caso Sacco e Vanzetti, sottolineando l’importanza di raccontare storie che riflettano la diversità culturale. Ferraro ha espresso il desiderio di realizzare un film su Livia, moglie dell’imperatore Augusto, e su Caravaggio, definito “il primo punk rocker” per il suo approccio ribelle all’arte.

Un esempio di successo è la trilogia “Love Me Love Me”, che combina elementi di diverse culture con dialoghi in inglese e italiano, suggerendo una nuova direzione per le produzioni future. La discussione ha messo in evidenza come la lingua italiana possa diventare un ponte per raccontare storie significative e coinvolgenti, in grado di attrarre un pubblico internazionale.