La Mostra Internazionale del Cinema di Venezia si apre con un tributo a una figura storica spesso dimenticata: Gerda Taro, la prima fotoreporter a perdere la vita sul campo di battaglia. Il film “La ragazza con la Leica”, diretto da Alina Marazzi, è in gara nella sezione Orizzonti e rappresenta un’importante occasione per restituire voce a questa straordinaria artista, morta a soli 26 anni nel 1937 durante la guerra civile spagnola.

Gerda Taro, travolta da un carro armato mentre documentava il conflitto, ha condiviso la sua vita e il suo lavoro con il compagno Robert Capa. Il film, che uscirà nelle sale con Bim all’inizio del 2027, unisce fiction e materiali d’archivio, ed è liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Helena Janeczek, vincitore del Premio Strega. Durante la conferenza stampa al Lido, Marazzi ha sottolineato l’importanza di “restituire voce e visibilità a chi ha avuto un’idea e una visione del mondo”.

Il cast del film include Emilia Schule nel ruolo di Gerda Taro, Aaron Altaras, Luna Wedler e Lucas Englander. La narrazione si svolge nella Parigi del 1937, dove Taro trascorre l’ultimo giorno con Capa e amici prima di tornare sul fronte spagnolo. Attraverso flashback, il film esplora la vita di Gerda, il suo impegno politico, gli anni dell’esilio e il suo legame con Capa, il quale assunse il nome d’arte su consiglio di lei.

Marazzi, coautrice della sceneggiatura con Valia Santella, ha dichiarato di aver scoperto la complessità di Gerda Taro attraverso il romanzo di Janeczek, che intreccia narrazione e documentazione storica. “Ho sentito una grande responsabilità nell’interpretare questa donna straordinaria”, ha affermato Emilia Schule, evidenziando come molte delle foto di Taro siano state erroneamente attribuite a Capa, relegandola a un ruolo secondario nella storia della fotografia.

Il film di Marazzi non solo celebra la vita di Gerda Taro, ma invita anche a riflettere sulla visibilità delle donne nel mondo del cinema e della fotografia, un tema di grande attualità, soprattutto in un contesto come quello della Mostra di Venezia, dove la presenza femminile in gara per il Leone d’Oro è stata oggetto di discussione.