Il celebre scenografo Dante Ferretti, noto per il suo lavoro con Pier Paolo Pasolini, ha espresso la sua speranza che il contenzioso legale riguardante la Torre di Chia, ultima dimora del poeta, si risolva rapidamente e nel rispetto della sua memoria. La Torre, situata nel territorio di Soriano nel Cimino, è stata acquistata da Pasolini nel 1970 e, dopo un tentativo fallito di cederla allo Stato, è stata venduta nel 2021 all’attore Gabriele Gallinari.

Il contenzioso è emerso quando, nel luglio 2022, l’Università Agraria di Chia ha contestato la validità della vendita, sostenendo che i terreni fossero di proprietà collettiva. Il 7 aprile 2025, il Commissario per la liquidazione degli usi civici ha dato ragione all’ente, annullando il contratto di vendita e ordinando la reintegrazione della Torre nel patrimonio civico, un’azione che la Regione Lazio ha avviato il 16 giugno 2026.

Gallinari ha impugnato la decisione davanti alla Corte d’Appello di Roma, che ha respinto la richiesta di sospensione degli effetti della sentenza, rinviando la decisione al 4 luglio 2028. Ferretti ha sottolineato l’importanza della Torre di Chia, descrivendola come un luogo fondamentale per Pasolini, dove il poeta si era innamorato del rudere durante le riprese de Il Vangelo secondo Matteo.

Ferretti ha ricordato come Pasolini lo avesse coinvolto nella ristrutturazione della Torre, proponendo l’uso di materiali come il legno e il vetro per armonizzare l’architettura con il paesaggio circostante. La Torre di Chia, per Ferretti, rappresenta un patrimonio dell’anima e del cuore di Pasolini, un legame che continua a vivere attraverso la mostra Bellezza imperfetta. Io e Pasolini, attualmente in corso a Gradara.