È andata deserta l’asta per la celebre ‘Ca del Liscio’, il noto locale di Ravenna fondato nel 1976 da Raoul Casadei, un simbolo della musica da ballo italiana. La base d’asta era fissata a 4,5 milioni di euro, una cifra in calo rispetto ai 4,7 milioni stimati all’inizio del 2026.

La storica balera romagnola aveva chiuso i battenti nel maggio del 2025, complici la morte dei titolari del gruppo Angeletti e le difficoltà nella gestione, che avevano portato la società a essere ammessa al concordato in continuità. Mirko Casadei, figlio di Raoul, aveva espresso la necessità di un’idea innovativa per valorizzare la musica del liscio, proponendosi come direttore artistico per i nuovi acquirenti, con l’intento di riportare il locale ai fasti del passato.

Nel gennaio 2026, Giordano Sangiorgi, direttore del MEI-Meeting delle Etichette Indipendenti, aveva lanciato un appello per salvare la ‘Ca del Liscio’, suggerendo la creazione di una cordata pubblico-privata che coinvolgesse enti pubblici, fondazioni e privati, per rilevare e rilanciare il locale.

La ‘Ca del Liscio’, che si estende su due piani per 5.000 metri quadrati, ha ospitato nel corso degli anni artisti di fama nazionale e internazionale, tra cui Raffaella Carrà, Vasco Rossi, Renato Zero, Mina, Adriano Celentano, Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni, Ray Charles e Gloria Gaynor. La sua chiusura rappresenta non solo la perdita di un luogo di aggregazione, ma anche di un’importante parte della cultura musicale italiana.