Bob Iger, ex-CEO della Disney, ha recentemente preso posizione sulla sospensione di Jimmy Kimmel, avvenuta nel settembre 2025, a seguito dei suoi controversi commenti sull’assassinio di Charlie Kirk. In un’intervista rilasciata al Financial Times, Iger ha negato che la decisione fosse motivata da pressioni politiche, sottolineando che i commenti di Kimmel erano stati percepiti come di ‘cattivo gusto’.

La sospensione di Jimmy Kimmel Live! è stata una decisione congiunta di Iger e della co-presidente di Disney Entertainment, Dana Walden, e ha suscitato un acceso dibattito interno all’azienda. Molti dipendenti hanno interpretato la mossa come una capitolazione all’influenza del movimento conservatore, in particolare da parte di attivisti legati all’amministrazione Trump, che avevano criticato aspramente Kimmel.

Nonostante il ritorno di Kimmel al suo show, dove ha espresso rimorso per le sue parole, ha anche ribadito le sue critiche nei confronti dell’ex presidente Trump. Questo episodio ha messo in luce le complesse dinamiche politiche e culturali che permeano l’industria dell’intrattenimento, evidenziando le sfide che i leader aziendali come Iger devono affrontare nel bilanciare la libertà di espressione con le pressioni esterne.

Inoltre, Iger ha annunciato la sua intenzione di dimettersi da CEO della Disney prima della fine del 2026, citando frustrazioni legate a conflitti interni, tra cui proprio la controversia sulla sospensione di Kimmel. Questo sviluppo potrebbe avere ripercussioni significative sulla direzione futura dell’azienda e sulla gestione delle sue produzioni e talenti.