Si è concluso il Celico International Arts Festival, un evento che ha animato il borgo della Presila cosentina dal 23 al 31 maggio con un ricco programma di 18 appuntamenti gratuiti dedicati a cinema, letteratura e arte. La serata finale, tenutasi al Teatro delle Arti, ha visto la partecipazione di importanti figure del panorama culturale e giuridico italiano, tra cui il procuratore di Napoli Nicola Gratteri e il saggista Antonio Nicaso.

Gratteri ha sottolineato l’importanza di raccontare la nuova mafia, quella che opera nel dark web e si intreccia con la politica e le istituzioni. “Negli ultimi dieci anni abbiamo continuato a raccontare una mafia violenta, ma oggi dobbiamo riconoscere che esiste una parte della mafia molto evoluta che va narrata”, ha affermato il procuratore, invitando registi e sceneggiatori a leggere gli atti processuali degli ultimi anni per comprendere meglio questa realtà.

Il talk, intitolato “Mafia tra realtà e rappresentazione”, ha messo in luce il ruolo cruciale che cinema e televisione hanno avuto nel portare alla luce le mafie italiane, ma ha anche sollevato interrogativi sulla mitizzazione del fenomeno mafioso. Nicaso ha avvertito che il rischio è che la mafia diventi un personaggio narrativo, perdendo la sua connotazione di realtà drammatica e complessa.

Tra i partecipanti, anche il vicedirettore di Rai Fiction Ivan Carlei, che ha evidenziato la responsabilità della televisione pubblica nel raccontare le dinamiche tra economia legale e mafiosa, e l’attore Cesare Bocci, che ha condiviso la sua esperienza nell’interpretare Paolo Borsellino, sottolineando l’importanza di una rappresentazione autentica e rispettosa delle vittime.

Il festival, promosso dal Comune di Celico in collaborazione con l’Università della Calabria e cofinanziato dal Ministero del Turismo, ha esplorato quest’anno il tema “Alchimie Creative”, creando un ponte tra mondi e culture diverse, in linea con l’eredità visionaria dell’abate Gioacchino da Fiore, originario di Celico.

Questa edizione del festival ha dimostrato come la cultura possa essere un potente strumento di riflessione e denuncia, affrontando temi complessi e attuali come la mafia e la sua rappresentazione nei media.