Chris Brown ha testimoniato giovedì in un processo civile a Van Nuys, California, riguardante un attacco subito da una collaboratrice domestica, Maria Avila, da parte di un cane di sicurezza nella sua proprietà. L’incidente, avvenuto il 12 dicembre 2020, ha lasciato Avila gravemente ferita e ha colpito profondamente il cantante, che ha descritto la scena come “scioccante”.

Durante quasi tre ore di testimonianza, Brown ha riconosciuto una certa responsabilità per le ferite di Avila, ma ha negato di possedere il cane, un Ovcharka dell’Asia Centrale di nome Hades, sostenendo che fosse stato acquistato dal suo team di sicurezza. Brown ha raccontato di aver sentito il cane ringhiare mentre si preparava per una doccia e di essere corso giù per le scale, trovando Avila a terra, priva di sensi.

Il cantante ha dichiarato di aver messo in sicurezza il cane in un kennel e di aver chiesto a un guardiano di intervenire. Quando Avila si è girata, Brown ha notato il sangue sul pavimento e sul viso della donna, descrivendo le ferite come “lacerazioni aperte”. “Era un sacco di sangue”, ha ammesso, sottolineando che la scena lo ha spaventato.

Nonostante la gravità della situazione, Brown ha spiegato di non aver chiamato il 911 per evitare che la registrazione potesse essere diffusa e creare un “circo mediatico”. Ha anche confermato di non aver chiesto al suo personale di preservare il video di sorveglianza dell’incidente e ha affermato che il suo manager gli aveva consigliato di lasciare la casa prima dell’arrivo dei soccorsi.

La legale di Avila, Nancy Doumanian, ha messo in discussione le scelte di Brown, chiedendogli perché non avesse ritenuto opportuno rimanere sul posto per assistere la donna ferita. Brown ha risposto che la sua immagine pubblica era una preoccupazione, affermando: “Non volevo una storia fuorviante, o un circo, a causa della mia fama”.

Inoltre, Brown ha affermato di aver avvertito Avila e sua sorella di non uscire senza chiedere il permesso, ma Doumanian ha contestato questa affermazione, sottolineando che le donne parlavano spagnolo e non avrebbero potuto comprendere l’avviso. Avila, nella sua causa, sostiene che il cane l’abbia attaccata senza preavviso, causando danni permanenti e richiedendo un intervento chirurgico d’emergenza.

Il processo ha visto anche un episodio di annullamento del giurato, che ha costretto a sostituire il pannello iniziale a causa di comportamenti scorretti. L’avvocato di Brown ha riconosciuto che Avila ha diritto a un risarcimento, ma la questione centrale rimane l’ammontare del danno.