Chrissie Hynde, la storica cantante dei Pretenders, ha recentemente sollevato un acceso dibattito sull’uso degli smartphone durante i concerti, esprimendo la sua frustrazione in un post sui social media. La Hynde ha paragonato la pratica di filmare o scattare foto durante le esibizioni a una “strana compulsione”, simile a quella delle scimmie che si masturbano davanti al pubblico. Questa metafora provocatoria sottolinea il suo disappunto nei confronti di un comportamento che considera distratto e irrispettoso nei confronti degli artisti e del pubblico presente.

In particolare, la cantante ha condiviso un’esperienza personale avvenuta durante un concerto di Emmylou Harris alla Royal Albert Hall, dove la luce dei telefoni dei fan ha oscurato la sua visione del palco, rendendo difficile godere della performance. “È come quando una zanzara vi ronza attorno mentre cercate di addormentarvi”, ha commentato, evidenziando come la presenza dei dispositivi possa rovinare l’atmosfera di un evento dal vivo.

Oltre ai concerti, Hynde ha esteso la sua critica all’uso dei telefoni nei musei, raccontando di una visita a una retrospettiva di Van Gogh, dove i visitatori alzavano i telefoni davanti ai dipinti, impedendo agli altri di apprezzare l’arte. La sua riflessione si conclude con una domanda provocatoria: “Se una figura come Gesù Cristo entrasse in una stanza oggi, la prima cosa che farebbero tutti sarebbe tirare fuori il telefono?”. Questo interrogativo invita a riflettere sull’ossessione per la tecnologia e sulla perdita di connessione con il momento presente.