Oggi, al Festival di Venezia, sono in concorso due opere che affrontano tematiche di grande rilevanza sociale: il disagio giovanile e il trauma post-bellico. 15/18 A Place To Heal di Cedric Kahn e Mr. Nelson, Did You Kill People? di Shinya Tsukamoto offrono due prospettive distinte ma complementari su esperienze di sofferenza e ricerca di guarigione.
A Place To Heal si svolge in un reparto neuropsichiatrico per adolescenti, dove il regista francese Kahn esplora la coesistenza di pulsioni di morte e vitalità giovanile. I protagonisti sono ragazzi che affrontano una serie di problematiche, da disturbi dell’identità a violenze scatenate dalla rabbia. Kahn sottolinea come la mancanza di affetto, spesso da parte delle famiglie, sia un tema ricorrente. “Nei miei film ho sempre esplorato le crisi e l’influenza genitoriale; rivolgermi alla psichiatria mi è sembrata una naturale continuazione di questo percorso”, afferma il regista. La sua scelta di focalizzarsi sugli adolescenti nasce dalla necessità di mostrare una forza vitale contrapposta alle tragedie legate alle patologie psichiatriche.
Il film di Kahn non è solo un ritratto della sofferenza, ma anche un luogo di connessione e affetto tra i giovani pazienti e il personale medico. “Il reparto non è semplicemente un luogo di reclusione; è anche uno spazio collettivo di convivenza e lavoro condivisi”, spiega Kahn, evidenziando il paradosso che i ragazzi, pur desiderando di andarsene, spesso non vogliono lasciare il luogo che li ha accolti.
Dall’altro lato, Mr. Nelson, Did You Kill People? di Tsukamoto racconta la storia vera di Allen Nelson, un veterano afroamericano che, dopo aver vissuto l’orrore della guerra in Vietnam, si confronta con un grave trauma post-bellico. Il film, tratto dall’omonimo libro autobiografico, presenta un resoconto crudo e intenso della guerra, riflettendo lo stile caratteristico di Tsukamoto, noto per il suo approccio viscerale e provocatorio. Il protagonista, interpretato da Rodney Hicks, affronta la sua esperienza traumatica con l’aiuto di uno psicoterapeuta, interpretato da Geoffrey Rush, in un percorso di liberazione attraverso il racconto.
Tsukamoto ha dedicato sette anni alla realizzazione di questo progetto, definendo il libro di Nelson come l’opera di non-fiction più terrificante che avesse mai incontrato. Mr. Nelson si inserisce in un trittico sulla guerra, completando il discorso avviato con Fires on the Plain (2014) e Shadow of Fire (2023).
Entrambi i film, pur affrontando temi diversi, pongono l’accento su esperienze di disagio e la ricerca di una via di uscita, rendendoli opere di grande attualità e significato nel contesto del festival.

Curioso e attento ai legami tra cultura, società e immaginario contemporaneo, esplora musica, cinema, libri e nuovi scenari creativi, per cogliere il valore delle opere dentro il tempo in cui nascono.
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