Un nuovo studio condotto da ricercatori delle università di Pisa e Yale ha risolto un mistero storico che perdurava da secoli riguardo alla morte di Francesco I de’ Medici e della moglie Bianca Cappello. Pubblicato sulla rivista Science e ripreso da diverse testate, tra cui la Cnn, lo studio smentisce la teoria dell’avvelenamento da arsenico, sostenuta da storici per lungo tempo, e conferma che entrambi morirono a causa della malaria.

Francesco I e Bianca Cappello, che morirono nell’ottobre del 1587 a poche ore di distanza l’uno dall’altra, avevano soggiornato nella villa medicea di Poggio a Caiano, un’area nota per la presenza di zanzare portatrici di malaria. L’analisi del DNA estratto dalle loro ossa, sepolte nelle Cappelle Medicee, ha rivelato tracce di infezione da Plasmodium falciparum, una delle specie di parassiti responsabili della malaria, e da Plasmodium malariae, il più comune.

La co-autrice dello studio, Valentina Giuffra, storica della medicina a Pisa, ha dichiarato: “L’analisi genetica ci conferma ora con certezza scientifica che non furono avvelenati”. Questo lavoro rappresenta un esempio di come le moderne tecniche di analisi del DNA antico possano non solo chiarire eventi storici, ma anche contribuire alla comprensione di malattie che continuano a colpire milioni di persone nel mondo.

Tuttavia, nonostante le evidenze scientifiche, alcuni studiosi, come Donatella Lippi dell’Università di Firenze, rimangono scettici e continuano a sostenere l’ipotesi dell’omicidio, citando documenti storici che descrivono sintomi compatibili con avvelenamento acuto da arsenico. Questo dibattito evidenzia la complessità della storia medica e la necessità di ulteriori ricerche per chiarire definitivamente le circostanze delle morti di Francesco e Bianca.

Lo studio non solo illumina un capitolo oscuro della storia medicea, ma offre anche spunti per future indagini sulla malaria e le sue varianti, un problema di salute pubblica ancora attuale.