La storia della fotografia potrebbe essere riscritta, spostando il suo epicentro dal continente europeo al Brasile. Nuove ricerche scientifiche hanno messo in luce il ruolo pionieristico di Hercule Florence, un artista e inventore franco-brasiliano che nel 1833 riuscì a produrre e fissare immagini attraverso l’azione della luce, anticipando così i più noti Louis Daguerre e William Henry Fox Talbot.

I risultati di queste analisi sono stati presentati in questi giorni a Oslo, durante la conferenza internazionale del Comitato per la conservazione del Consiglio internazionale dei musei, che si svolgerà fino al 18 settembre. Nativo di Nizza nel 1804, di nazionalità monegasca e con radici italiane, Florence si trasferì in Brasile nel 1824, dove sviluppò i suoi esperimenti a Campinas, nello stato di San Paolo.

Secondo quanto riportato dalla Folha de SP, le analisi condotte da ricercatori in Portogallo e negli Stati Uniti hanno confermato che tre immagini realizzate da Florence nel 1833 sono autentiche fotografie. L’inventore utilizzò una combinazione di nitrato d’argento e cloruro d’oro per imprimere e conservare le immagini sulla carta, un processo che lo colloca in una posizione di avanguardia rispetto ai suoi contemporanei.

Inoltre, Florence è stato il primo a utilizzare la parola “fotografia” nei suoi manoscritti, diversi anni prima che il termine venisse adottato in Europa. Questo aspetto sottolinea non solo la sua innovazione tecnica, ma anche il suo contributo linguistico al campo della fotografia.

La rivalutazione del lavoro di Hercule Florence è di grande importanza non solo per la storia della fotografia, ma anche per la comprensione delle dinamiche culturali e scientifiche che hanno caratterizzato il XIX secolo. La sua figura, spesso trascurata, merita di essere riscoperta e celebrata come un precursore di una delle forme d’arte più influenti del nostro tempo.