La Biblioteca di Alessandria d’Egitto ha recentemente annunciato un’importante innovazione nel campo della conservazione dei beni culturali: la produzione della prima carta d’archivio realizzata interamente con cotone egiziano coltivato localmente. Questo progetto, che combina saperi tradizionali italiani con risorse locali, rappresenta un passo significativo verso l’autosufficienza nella conservazione di manoscritti, libri rari, mappe e documenti storici.
Il nuovo tipo di carta, destinato esclusivamente a delicati lavori di restauro, ha già ottenuto le certificazioni nazionali e attende quelle internazionali per poter essere esportato in musei e istituzioni di tutto il mondo. Il costo di produzione di un foglio è stato ridotto a circa un dollaro, rispetto ai sei dollari della carta importata, un cambiamento che mira a diminuire la dipendenza dalle importazioni e a posizionare l’Egitto come un centro internazionale per la conservazione del patrimonio culturale.
Il processo di produzione avviene in uno dei laboratori della Biblioteca, dove scarti di cotone bianco vengono bolliti per due ore e poi macinati fino a ottenere una polpa. Questa polpa viene modellata manualmente utilizzando stampi in bronzo e pressata per produrre fogli di carta. A differenza della carta commerciale, che tende a ingiallire e deteriorarsi nel tempo, la nuova carta ha una composizione chimica neutra e un’elevata resistenza, rendendola ideale per la conservazione a lungo termine di manoscritti fragili.
Il progetto è nato durante la pandemia di coronavirus, quando le interruzioni delle catene di approvvigionamento globali hanno reso difficile l’importazione di carta specializzata per il restauro. Hossam El-Deeb, responsabile del Dipartimento di Restauro e Controllo Ambientale presso il Centro Manoscritti della Biblioteca, ha sottolineato come Giappone e Italia abbiano storicamente monopolizzato la produzione di carta di alta qualità per il restauro. Tuttavia, grazie alla formazione specialistica ricevuta in questi paesi, il team di restauratori egiziani è riuscito a trasferire il know-how nei laboratori della Biblioteca.
La scelta del cotone egiziano a fibra lunga, con fibre di lunghezza compresa tra 35 e 45 millimetri, si è rivelata fondamentale per la creazione di una carta leggera e semitrasparente, difficile da strappare e che si integra perfettamente con i manoscritti durante il restauro. Inoltre, l’utilizzo di scarti di cotone puro ha eliminato la necessità di agenti sbiancanti chimici, conferendo alla carta un elevato grado di purezza chimica.
Con l’obiettivo di trasformare l’Egitto da importatore a esportatore di prodotti per la conservazione, la Biblioteca di Alessandria si prepara a lanciare la sua innovativa carta sui mercati internazionali, contribuendo così a preservare il patrimonio culturale globale.
Più letti del mese
I contenuti che stanno attirando più lettori negli ultimi giorni.
- ‘Young Washington’: Un Film Storico che Esplora la Gioventù di George Washington 1 Luglio 2026
- Cosenza: il 16 luglio ‘La Vedova Allegra’ alla Rendano Arena per L’Altro Teatro 17 Giugno 2026
- Perché ‘Supergirl’ non riesce a decollare: il fallimento di Hollywood con le supereroine 30 Giugno 2026
- La mostra ‘inVisibili. Le Pioniere del Cinema’ al Fellini Museum di Rimini 1 Luglio 2026
- Harvey Weinstein ricoverato in ospedale 2 Luglio 2026