Il 2 luglio è uscito nelle sale cinematografiche ‘Separazioni’, il nuovo film di Stefano Chiantini, una pellicola che si distingue per il suo approccio minimalista e profondo. Ambientato in un paesino di montagna, il film racconta la storia di Mara (interpretata da Barbora Bobulova) e Pietro (Adriano Giannini), una coppia apparentemente felice con due figli adolescenti, Laura (Ludovica Rubino) e Agostino (Giordano Fochetti). La loro vita serena viene stravolta da un tragico incidente di montagna che coinvolge Laura, portando la famiglia a confrontarsi con un dolore inaspettato e profondo.
Chiantini, che ha già dimostrato il suo talento con opere come ‘Forse sì… forse no…’ e ‘Una piccola storia’, affronta il tema della perdita con grande delicatezza. Il regista spiega che il film non vuole urlare il dolore, ma piuttosto mostrarlo in modo controllato, rispettando chi ha vissuto esperienze simili. Mara e Pietro, infatti, manifestano il loro dolore solo in solitudine, mantenendo una facciata di compostezza di fronte agli altri.
Il film si distingue anche per la sua scrittura rigorosa e per l’uso evocativo del bianco e nero, che Chiantini ha scelto per mettere in risalto la bellezza e l’imponenza della montagna, un elemento centrale nella narrazione. La natura diventa così un personaggio a sé stante, contribuendo a creare un’atmosfera di introspezione e riflessione.
Il regista rivela che ‘Separazioni’ è ispirato a un fatto realmente accaduto nel suo paese, dove un’escursione domenicale si trasformò in tragedia a causa di una valanga. Questo ricordo personale ha influenzato profondamente la sua visione artistica, rendendo il film non solo una narrazione di finzione, ma anche un omaggio alle esperienze di vita reale.
La pellicola è una coproduzione Italia-Francia, realizzata con il supporto di Rai Cinema, Live.COM e Bling Flamingo (Francia), e vanta la fotografia di Paolo Carnera e la colonna sonora di Piernicola Di Muro. ‘Separazioni’ si propone quindi come un’opera di grande spessore, capace di toccare le corde più profonde dell’animo umano, invitando il pubblico a riflettere sulle fragilità dei legami familiari e sull’impatto devastante della perdita.

Studi classici, amante della musica e del cinema… ma non mi piacciono i musical 🙂
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