Fino al 21 settembre 2023, il Museo Madre di Napoli ospita la mostra ‘Maria Lai. Essere è tessere’, un omaggio all’artista sarda Maria Lai (1919-2013), che ha dedicato oltre sei decenni alla sperimentazione artistica. La mostra, curata da Mónica Amor e Carlos Basualdo in collaborazione con l’Archivio e la Fondazione a suo nome, esplora i mutamenti materici, formali e concettuali che hanno caratterizzato il lavoro di Lai, ridefinendo il rapporto tra arte, linguaggio, memoria ed esperienza collettiva.

Il percorso espositivo si sviluppa su una superficie di 764 metri quadrati e presenta circa 200 opere, insieme a materiale documentario e libri d’artista provenienti da musei italiani e internazionali. Tra i temi centrali del lavoro di Lai si trovano l’astrazione, la materialità, il femminismo e la crisi dell’oggetto artistico nell’Italia del dopoguerra.

Secondo Ninni Cutaia, assessore alla Cultura della Regione Campania, “al centro di questa esposizione c’è l’universo di un’artista straordinaria, Maria Lai, che ha saputo superare i confini tra generazioni e linguaggi creativi. Attraverso l’uso simbolico di fili, libri e narrazioni, la sua opera si trasforma in un dispositivo di memoria collettiva e di accoglienza”.

Angela Tecce, presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – museo Madre, sottolinea che “Maria Lai, figura fondamentale del Novecento italiano, è finalmente restituita dai curatori alla complessità del suo percorso artistico”. Eva Fabbris, direttrice del Madre, aggiunge: “Vogliamo dare visibilità e rigore storiografico a pratiche di artiste che hanno operato nella seconda metà del Novecento con una radicalità spesso ancora poco riconosciuta”.

La mostra inizia con la formazione accademica di Lai e le sue prime opere, che si collegano a un modernismo radicato nel territorio regionale. Tra le opere esposte, spiccano il Progetto Tridimensionale (1970) e i Telai del 1971, che segnano una svolta cruciale nel suo percorso artistico. Non mancano le celebri Tele Cucite (1974-1976) e una sala dedicata ai Libri Cuciti (dal 1978), seguita da uno spazio per le Geografie, iniziate intorno al 1981.

Un’importante azione collettiva e rituale, Legarsi alla montagna, coinvolse il paese di Ulassai nel 1981 e viene approfondita in una sala dedicata, che esamina il rinnovato impegno dell’artista nei confronti della sua città natale attraverso materiali d’archivio e documenti.

In parallelo, il museo Madre inaugura anche la seconda mostra del Premio Meridiana, curata da Mario Francesco Simeone, dal titolo Living Collapse, a cura di Samuele Piazza, che presenta opere degli artisti campani Andrea Bolognino, Effe Minelli e Raffaela Naldi Rossano, visitabile fino al 28 settembre.