Da oggi, cittadini e turisti possono nuovamente compiere il tradizionale rito scaramantico in Galleria Vittorio Emanuele II, grazie al completamento del restauro del mosaico del Toro rampante. Questo intervento ha riportato alla fruizione pubblica un’opera storica, ora stabilizzata e levigata, dopo un periodo di polemiche e ironie sui social riguardo alla scomparsa di alcuni dettagli dell’animale.

Il restauro, eseguito da Gianluca Galli, un esperto restauratore e mosaicista con una lunga esperienza nella pavimentazione storica della Galleria, ha seguito un approccio filologico. Le tessere deteriorate, in particolare quelle relative alle parti intime del toro, sono state rimosse e reintegrate con marmi della stessa natura di quelli originari, mantenendo la cromia storica del mosaico ottocentesco. Con il naturale assestamento dei materiali nel tempo, la lettura complessiva del mosaico risulterà progressivamente più uniforme, come sottolineato da Palazzo Marino.

Il mosaico del Toro, simbolo di Torino e uno dei luoghi più iconici di Milano, non ha subito modifiche nel disegno originale, ma ha visto il reintegro delle parti usurate dal passaggio quotidiano di decine di migliaia di persone. Gli assessori Emmanuel Conte (Demanio) e Marco Granelli (Opere pubbliche) hanno dichiarato: “Restituirlo integro, con materiali e tecniche coerenti con la storia del mosaico, è il modo giusto di prendersi cura di un patrimonio che appartiene a tutti”.

Il mosaico del Toro rampante non è solo un elemento decorativo, ma rappresenta un legame profondo con la cultura e la storia italiana, rendendo il suo restauro un evento di grande rilevanza per la città di Milano e per i suoi visitatori.