In un periodo in cui il tennis conquista l’attenzione di appassionati e neofiti, grazie a eventi come Wimbledon e alle performance di atleti come Jannik Sinner e Jasmine Paolini, il libro di Umberto Marino, intitolato Tennis (MdS Editore, pp. 162, 15.00 euro), si propone come una lettura divertente e provocatoria. L’autore si interroga sulle regole e le tradizioni di questo sport, mettendo in luce le sue incongruenze attraverso un linguaggio ironico e una profonda partecipazione emotiva.

Marino analizza dettagli curiosi, come l’altezza della rete che varia da 0,914 metri al centro a 1,07 ai lati, o il punteggio che passa in modo apparentemente illogico da 30 a 40. Questi elementi, insieme al diametro della palla, diventano spunti per riflessioni più ampie. L’autore stabilisce un parallelo tra tennis e drammaturgia, evidenziando come entrambi siano caratterizzati da conflitti e dialoghi, dove ogni colpo può portare a un colpo di scena.

Una delle tesi più affascinanti del libro è che il tennis, con le sue regole misteriose, sia stato concepito da “divinità cattive”. Marino suggerisce che il vero avversario in campo sia spesso se stessi, con le proprie insicurezze e paure. Questo porta a una riflessione più profonda sull’esistenza, dove il tennis diventa una metafora delle sfide quotidiane e delle illusioni che affrontiamo nella vita.

Marino non si limita a descrivere il gioco, ma esplora anche il suo valore esemplare, attingendo a riferimenti mitologici e letterari, da Laocoonte a Shakespeare. Sottolinea come scienza e filosofia non abbiano mai approfondito le funzioni formative del tennis, lasciando in ombra insegnamenti preziosi, come la capacità di prevedere e adattarsi agli eventi.

Il libro si snoda attraverso vari temi, dai sponsor ai maestri, fino alla degenerazione del padel, trattata in appendice. Marino osserva anche il comportamento degli spettatori, che, a differenza di altri sport, diventano parte attiva del gioco. L’ultima sezione del volume è dedicata a una galleria di ritratti di giocatori, ognuno con le proprie peculiarità e stili di vita, creando un affresco variegato del mondo tennistico.

In conclusione, Tennis di Umberto Marino non è solo un libro per gli appassionati di questo sport, ma un invito a riflettere sull’assurdità e la bellezza della vita stessa, attraverso il prisma di un gioco che, per molti, è molto più di una semplice competizione.