Il mondo necessita anche di violenza e desolazione. Torna al cinema Wolwerine, il mutante solitario degli X man. In quest’ultimo film Logan (Hugh Jackman), è un uomo in fuga da se stesso, passa la vita prendendosi cura di un professor X debilitato da una malattia. I due vivono in un nascondiglio ai confini con il Messico lontano da tutto e da tutti, provando a dimenticarsi di una vita che ormai appare come un ricordo lontano. I tentativi d’isolamento forzato cambieranno rotta quando Logan incontrerà una giovane mutante braccata da forze oscure.
Il film sorprende per cambio totale di ritmo e visione dell’immagine, abbandonate le caratteristiche classiche del comic movie, il regista James Mangold si affida ad atmosfere western per rendere la storia ancora più credibile. Trucchi pirotecnici ridotti all’essenziale e spazio all’introspezione di un protagonista che è arrivato a dover affrontare la sfida con se stesso. L’eroe appare molto più Josey Wales che il personaggio di un fumetto, un’umanizzazione totale del dolore in contrapposizione con il suo corpo in grado di guarirsi da solo.
La sceneggiatura ricorda El Grinta, il rapporto che Logan vive con la piccola ha un valore di salvazione, si respira un sapore d’inadeguatezza molto più marcato nel protagonista. Dopo otto apparizioni in diciassette anni era corretto dare un taglio più umano a Wolwerine, tributandogli il ruolo, per altro avuto da sempre, del miglior mutante di una squadra che si è andata via via perdendo. Una cosa è certa, questo non è un film per nerd appassionati di fumetti, la sofisticata realizzazione di frontiera lo eleva a una nuova forma di contaminazione di genere.
Dai Batman di Nolan il cinema ha imparato come la trasposizione di un fumetto non debba essere per forza un baraccone di luci e suoni senza alcuna profondità, qui Mangold ricalca il suo collega illustre con risultati ottimi. La violenza è molto cruda, ma molto dosata; l’uso della tecnologia in scena è ridotto all’osso (un solo smartphone) i trucchi hanno fatto un passo indietro a vantaggio delle emozioni. Il futuro distopico è saggiamente utilizzato per contestualizzare i tre personaggi in fuga, che non avranno mai pace fino a che un senso di serena finitezza non sarà sedimentato nella loro memoria emotiva.
LOGAN – THE WOLWERINE (Il trailer)
LOGAN – THE WOLWERINE (Usa 2017, azione, 135′). Regia di James Mangold, con Hugh Jackman, Patrick Stewart, Richard E. Grant, Boyd Holbrook, Stephen Merchant. Distribuzione 20th Century Fox. In sala dal 1° Marzo 2017.
Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.
Più letti del mese
I contenuti che stanno attirando più lettori negli ultimi giorni.
- Sam Reid racconta il finale di ‘The Vampire Lestat’ e le sfide del suo rock star 22 Luglio 2026
- Denis 18.11.89: Francesco Gallo racconta la tragica morte di Bergamini 13 Agosto 2026
- Eric Rohmer: i film più belli 25 Marzo 2020
- Nino Manfredi: i 10 migliori film 22 Marzo 2021
- Odissea: Nolan smonta il mito di Ulisse. Da eroe a uomo 2 Agosto 2026
