Dal 18 giugno 2026, il pubblico potrà assistere all’opera prima di Amelie Bonnin, intitolata Allora balliamo, che ha aperto il Festival di Cannes 2025. Questo film si presenta come una commedia intima che intreccia un viaggio gastronomico e musicale, utilizzando canzoni iconiche di artisti come Dalida, Celine Dion e Stromae.
La pellicola trae ispirazione dal corto del 2021 Partir un jour, che ha fruttato a Bonnin un premio César. Nel lungometraggio, i protagonisti sono gli stessi del corto, ma i ruoli sono invertiti: Juliette Armanet, cantautrice e attrice, assume il ruolo centrale di Cecile, mentre Bastien Bouillon, che nel corto era il protagonista, ora interpreta Raphael.
Cecile è una giovane chef di 40 anni che, dopo aver vinto un talent show culinario, si prepara ad aprire un ristorante a Parigi con il suo compagno. Tuttavia, la sua vita prende una piega inaspettata quando scopre di essere incinta e riceve notizie preoccupanti riguardo al padre, gestore di una trattoria nella sua città natale, che ha avuto un infarto. Questo la costringe a tornare a casa, dove dovrà affrontare un rapporto complicato con il genitore e i suoi stessi dubbi.
Bonnin ha dichiarato di voler rappresentare una donna che, anche a 40 anni, non si sente obbligata a mostrarsi forte e decisa, ma che abbraccia le proprie fragilità. La madre di Cecile, interpretata da Dominique Blanc, incarna l’idea che si possa cambiare strada a qualsiasi età.
La colonna sonora del film include una dozzina di brani legati alla memoria collettiva, come Alors On Danse di Stromae e Mourir sur scène di Dalida, contribuendo a creare un’atmosfera catartica. Bonnin ha sottolineato l’importanza del cibo nel film, evidenziando come possa coesistere la raffinatezza della haute cuisine con la semplicità dello street food. Questo riflette una visione della società in cui è possibile armonizzare elementi diversi, piuttosto che dover scegliere un’unica strada.
In Allora balliamo, Bonnin invita a non dimenticare le proprie origini, suggerendo che per progredire nella vita sia fondamentale fare pace con il passato. Guardare indietro, secondo la regista, può portare a un senso di pace e di comprensione.
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