La tournée americana di Ed Sheeran è al centro di una controversia che ha portato all’abbandono di tutti gli artisti di supporto in segno di solidarietà con Macklemore. Il rapper di Seattle è stato escluso dalle prossime otto tappe del tour dopo aver espresso posizioni pro-Palestina durante i suoi concerti nel New Jersey, dove ha ricordato le vittime israeliane nella Striscia di Gaza e ha scandito lo slogan “Free Palestine”.

La decisione di escludere Macklemore ha scatenato proteste a livello globale, con accuse di censura rivolte ai promoter e alla popstar britannica. Tra i primi a ritirarsi dal tour c’è stato Aaron Rowe, cantautore irlandese emergente, che ha dichiarato sui social di non poter accettare l’attacco alla libertà di espressione. Anche Finneas O’Connell, fratello e collaboratore di Billie Eilish, ha espresso il suo dissenso, affermando che gli artisti non devono essere silenziati quando si fanno portavoce degli oppressi.

Il gruppo danese Lukas Graham e la band Beoga, che accompagna Sheeran da tempo, hanno anch’essi manifestato la loro solidarietà alla causa palestinese, richiamando la loro origine irlandese e il ricordo del colonialismo.

La controversia ha preso piede anche a causa delle pressioni esercitate da Robert Kraft, miliardario americano e amico di figure politiche come Benyamin Netanyahu e Donald Trump, che avrebbe minacciato di boicottare gli spettacoli se Macklemore non fosse stato escluso. Sheeran ha negato di essere stato complice nella decisione, ma ha ammesso di aver subito pressioni.

Le critiche nei confronti di Sheeran si sono amplificate, con figure come Alexandria Ocasio-Cortez che hanno parlato di censura e minaccia alla libertà artistica. Anche l’attivista svedese Greta Thunberg ha espresso il suo dissenso, affermando che la vera vittima di questa situazione è il popolo palestinese.

Questa vicenda solleva interrogativi importanti sulla libertà di espressione nel mondo della musica e sull’impatto delle pressioni politiche sulle scelte artistiche. La reazione degli artisti di supporto a Ed Sheeran potrebbe segnare un punto di svolta nel dibattito su come le celebrità affrontano questioni politiche e sociali.