Il Museo del Louvre di Parigi ospita una retrospettiva dedicata a Francisco de Zurbarán (1598-1664), uno dei più grandi maestri del Siglo de Oro spagnolo, fino al 25 gennaio 2024. Questa mostra, organizzata in collaborazione con la National Gallery di Londra e l’Art Institute di Chicago, offre l’opportunità di scoprire alcuni dei capolavori di Zurbarán, solitamente conservati negli Stati Uniti, riportando in Europa opere di straordinaria importanza.

La retrospettiva si snoda attraverso 65 dipinti, di cui circa 50 realizzati direttamente dal maestro, mentre altri sono attribuiti al figlio Juan de Zurbarán, morto prematuramente nel 1649. La curatela è affidata a Charlotte Chastel-Rousseau del Louvre, in collaborazione con Francesca Whitlum-Cooper e Daniel Sobrino Ralston della National Gallery, e Rebecca Long dell’Art Institute di Chicago.

La mostra si apre con La Santa Faz (o Il Volto Santo), proveniente dal Museo di Valladolid, che rappresenta una delle sfide artistiche del Seicento: catturare l’incursione del divino nella quotidianità. Questo dipinto illustra l’impronta del volto di Cristo sul sudario di Santa Veronica, un tema ricorrente nella spiritualità dell’epoca.

Tra le opere esposte, spiccano la crocifissione dell’Art Institute di Chicago, due ritratti di San Francesco d’Assisi in occasione dell’800° anniversario della sua morte, e l’agnello di Dio (Agnus Dei) proveniente dal Museo del Prado. Non manca, infine, la celebre Natura morta con limoni, arance e una rosa, proveniente dal Norton Simon Museum di Pasadena, che evidenzia il realismo e il senso del dettaglio caratteristici dell’artista.

Accanto a questa retrospettiva, il Louvre presenta anche un’altra esposizione intitolata Scolpire il colore. Capolavori del Museo Nazionale di Scultura, Valladolid, anch’essa in programma fino al 25 gennaio 2027.