Una canzone sospesa, una storia possibile, verosimile se non vera. Una perdita e un incontro, a cui segue, chissà, un’altra perdita. Una storia di persone sole che si ritrovano nel dolore, e si conoscono forse per la prima – e unica – volta. E’ quanto descrive Riccardo De Stefano in Era Novembre, il suo primo singolo in distribuzione dal 25 Novembre 2022 che anticipa l’album Cronologia del futuro lontano, definito nelle note di presentazione come “un viaggio a ritroso nei ricordi della propria vita, per riviverla e sbagliare di nuovo tutto, daccapo”. Il disco è scritto e arrangiato dallo stesso cantautore, co-prodotto da Nicola d’Amati de Il Merlo Studio e in prossima pubblicazione per Adastra, assieme a una serie di “oggetti stranianti” che allargheranno il progetto verso diversi formati e prodotti multimediali.

Nel brano si colgono le prime immediate influenze liriche derivanti dal mondo indie italiano, specialmente nella struttura in forma di ballad senza un vero ritornello pop. Ci sono poi anche ispirazioni sonore legate al mondo progressive, nel tentativo è di emulare il “wall of sound” di Phil Spector, in particolar modo quanto realizzato con e per George Harrison nel capolavoro del 1970 All things must pass, senza dimenticare il classic rock di Brian Wilson dei Beach Boys, Pete Townshend e gli Who e David Bowie, ma anche l’art rock degli Arcade Fire e di Sufjan Stevens.

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Giulia Alessi

Studi classici, amante della musica e del cinema... ma non mi piacciono i musical 🙂
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