Il festival Danza Urbana, nato nel 1997, celebra quest’anno il suo trentesimo anniversario con l’obiettivo di portare la danza negli spazi pubblici e di creare un dialogo tra performance e ambiente urbano. La manifestazione si svolgerà a Bologna dal 4 al 10 settembre e si concluderà il 15 settembre a Ferrara, trasformando piazze, parchi, ex chiese, musei e spazi culturali in palcoscenici per artisti e compagnie di danza contemporanea italiane e internazionali.

Il festival si apre il 4 settembre alle 21 nell’ex Chiesa di San Mattia con La Sagra della Primavera di Roger Bernat, una riscrittura della celebre opera di Pina Bausch del 1975, in cui il pubblico diventa parte integrante della performance. Il 5 settembre in piazza San Francesco si terrà la prima nazionale di Desvelo di Alejandro Moya, seguita da L’avvenire di Silvia Rampelli/Habillé d’Eau nello stesso luogo.

Il programma prosegue il 6 settembre con la mostra Staffetta artistica della Resistenza all’Istituto Parri, EchoLove al DaS e KMS of Resistance al Collegio Artistico Venturoli. Il 7 settembre il MAMbo ospiterà Alien di Manuel Rodriguez e il video Sarkha di Jumana Dabis, mentre in San Mattia andrà in scena Fatigue di Irene Russolillo, in replica l’8.

Il 8 settembre al Parco 11 settembre si esibiranno La Plaza_studio di Elisa Sbaragli e Loop Box di Mattia Quintavalle. Il 9 settembre, a Villa Angeletti, saranno presentati i progetti vincitori o menzionati di Bodyscape/Dancescapes: Mykestesia, Quasi Niente n°1 e Threshold of Kindness. La chiusura del festival avverrà il 10 settembre con Urutau Extinction Party di CollettivO CineticO in Piazzetta Maccaferri.

Il festival si concluderà il 15 settembre a Ferrara con Lascia il potassio tremare di CollettivO CineticO, nell’ambito di Battiti di scienza, un’iniziativa dell’Università di Ferrara.

Come sottolineato dall’assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Daniele Del Pozzo, Danza Urbana rappresenta un intervento radicale che ha creato occasioni di incontro tra artisti e pubblici che altrimenti non avrebbero avuto accesso alla danza. Il direttore artistico Massimo Carosi ha evidenziato come il festival continui ad accogliere gratuitamente, in contrasto con la tendenza attuale di chiudere gli spazi per trarne profitto.