Il 22° Rapporto Annuale di Federculture, intitolato “Impresa Cultura – La cultura che cambia i territori”, presentato a Roma presso il Ministero della Cultura, sottolinea l’importanza della cultura come risorsa strategica per lo sviluppo economico, sociale e civile dell’Italia. Caterina Bova, direttrice generale degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro della Cultura, ha evidenziato come la cultura non si limiti alla tutela del patrimonio, ma rappresenti un elemento fondamentale per la crescita delle comunità e la rigenerazione dei territori.
Il rapporto rivela che nel 2025 l’Italia raggiungerà 476,4 milioni di presenze turistiche, con un incremento del 2,2% rispetto al 2024 e del 9,8% rispetto al 2019. I comuni a vocazione culturale e paesaggistica, che costituiscono solo il 13% del totale, concentrano il 63% delle presenze turistiche nazionali. Inoltre, la componente internazionale cresce, superando il 55% del totale, con punte del 73% nelle grandi città.
Dal punto di vista economico, i dati mostrano che nei grandi centri urbani e nei comuni a prevalente vocazione culturale, il reddito imponibile medio per contribuente è di 25.600 euro, superiore dell’8,5% rispetto alla media nazionale di 23.600 euro. Al contrario, nei comuni con altre caratteristiche turistiche, il reddito scende a 22.000 euro, circa il 16% in meno rispetto ai territori culturali.
La cultura si conferma anche una leva per la rigenerazione urbana. Secondo l’analisi del Pnrr condotta da Federculture, sono 342 gli interventi a caratterizzazione culturale finanziati per un valore di circa 800 milioni di euro, pari al 17% dei progetti complessivi. Questi interventi riguardano il recupero di beni culturali, teatri e spazi per lo spettacolo dal vivo.
In termini di partecipazione, il rapporto indica che nel 2025 il 48,2% degli italiani ha frequentato il cinema, il 35,8% ha visitato musei e mostre, e il 24,3% ha assistito a spettacoli teatrali. I giovani, in particolare nella fascia 15-24 anni, mostrano un forte interesse per il cinema, con una partecipazione che supera il 77%. Tuttavia, persistono differenze territoriali significative: oltre il 40% della popolazione del Nord-Ovest visita musei e mostre, rispetto a circa il 26% nel Mezzogiorno.
Andrea Cancellato, presidente di Federculture, ha sottolineato la necessità di fornire al settore culturale strumenti più stabili per rispondere a una domanda in crescita e ridurre le disparità territoriali. Alberto Bonisoli, direttore dell’Ufficio Studi di Federculture, ha aggiunto che la crescita della partecipazione culturale è evidente, con aumenti significativi per cinema, spettacoli dal vivo e visite a musei, trainati soprattutto dai giovani.
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