Il concerto dei Geese al Summit Music Hall di Denver, tenutosi giovedì scorso, ha lasciato un segno indelebile nel cuore dei fan presenti, con un sold-out che ha riempito la venue da 900 posti. Questo evento rappresentava la seconda tappa del Rolling Stone Rock Tour, presentato da Miller High Life, dopo la performance dei Bleachers a New Orleans e prima di altre tappe in programma a San Diego e Nashville.

Durante il concerto, un momento particolarmente coinvolgente si è verificato durante “Long Island City Here I Come”, quando un mosh pit si è formato in attesa del culmine della canzone, riflettendo la dinamica musicale del gruppo: passaggi da melodie tranquille a esplosioni di energia. La band, originaria di Brooklyn e formata durante gli anni del liceo, ha saputo conquistare il pubblico con brani tratti dal loro ultimo album, Getting Killed, considerato uno dei migliori dischi dell’anno scorso.

Il frontman Cameron Winter, con il suo cappellino blu e occhiali da sole, ha aperto lo show con un potente “hoooo hoooo” all’inizio di “Taxes”, per poi passare a “Crusades”, un brano blues-rock del 2023 che ha messo in mostra la sua versatilità vocale. La band ha dimostrato una sorprendente coesione nonostante la loro natura improvvisativa, con un’ottima sezione ritmica composta dal bassista Dominic DiGesu e dal batterista Max Bassin, mentre la chitarrista Emily Green ha offerto assoli e riff melodici che hanno arricchito l’esperienza sonora.

Il concerto ha visto una prima parte caratterizzata da brani brevi e incisivi, come “Islands of Men” e “Husbands”, per poi evolversi in momenti più estesi e sperimentali, come dimostrato da un assolo di batteria durante “Bow Down” e dall’interpretazione di “Space Race”, un pezzo più morbido dall’EP 4D Country.

Per l’encore, Winter ha atteso che il pubblico smettesse di urlare prima di lanciarsi in un potente riff di chitarra in “Trinidad”, chiudendo il concerto con un finale esplosivo che ha entusiasmato i fan più accaniti. L’apertura del concerto è stata affidata al misterioso trio Airy Foist, il cui approccio provocatorio ha suscitato dibattiti sui social media, contribuendo a rendere la serata ancora più memorabile.