Manuel Maria Grillo, amministratore delegato delle Edizioni Settecolori e socio dell’Associazione Italiana Editori (AIE), ha espresso il suo favore per le recenti dichiarazioni di Giuseppe Iannaccone, Presidente del Centro per il Libro e la Lettura, riguardo alla polemica sul cosiddetto “patentino” per partecipare alla fiera “Più libri più liberi”. In un’intervista, Iannaccone ha definito l’idea di una patente per gli editori come “ridicola e ipocrita”, sottolineando l’importanza della pluralità e del conflitto delle idee all’interno di un festival dell’editoria.

Grillo ha evidenziato come il sostegno pubblico alla manifestazione, fornito dal Ministero della Cultura attraverso il Cepell, sia fondamentale per la valorizzazione della bibliodiversità e della pluralità culturale. Iannaccone ha affermato che il supporto ministeriale è legato al mantenimento del carattere pluralistico della fiera, e ha avvertito che se questo principio venisse meno, anche il sostegno pubblico potrebbe essere compromesso.

La richiesta di una sottoscrizione preventiva del “patentino antifascista” è vista da Grillo come un ostacolo alla funzione della fiera, che dovrebbe essere un luogo aperto a tutta la comunità editoriale italiana. Egli sostiene che non si possa richiedere una dichiarazione ideologica come condizione per partecipare a un evento sostenuto con fondi pubblici, poiché ciò andrebbe contro il principio di inclusività che deve caratterizzare una fiera del libro.

Grillo auspica che, alla luce delle dichiarazioni di Iannaccone e delle riflessioni della Presidente di “Più libri più liberi”, Annamaria Malato, si possa trovare una soluzione condivisa che rappresenti tutti gli editori e riporti al centro della fiera ciò che conta davvero: i libri, gli autori, i lettori e la comunità editoriale. La fiera deve tornare a essere un luogo di libertà culturale, pluralismo e confronto delle idee, dove le opere parlano per conto degli editori e non le loro posizioni ideologiche.

In conclusione, Grillo invita a ripartire da questi principi fondamentali, affinché la fiera possa continuare a essere la casa comune dell’editoria indipendente italiana.