Dal 29 giugno al 2 maggio 2024, il Montecatini Terme Contemporary Art di Montecatini Terme (Pistoia) ospiterà la mostra “Giotto era il nonno di Banksy. Siamo al mondo per lasciare un segno”, un evento che esplora l’evoluzione dell’arte urbana attraverso oltre 60.000 anni di storia. Curata da Bruno Ialuna, l’esposizione si propone come un viaggio immersivo che mette in relazione le prime forme di espressione umana con i linguaggi visivi contemporanei che caratterizzano le città di tutto il mondo.

La mostra si articola in diverse sezioni, ognuna delle quali ricrea ambienti narrativi che restituiscono contesti, atmosfere e trasformazioni del linguaggio urbano. Il percorso centrale è dedicato alla nascita del writing nella New York degli anni ’60, ’70 e ’80, con testimonianze dei pionieri di questo movimento. Si passa poi a una dimensione internazionale, con artisti che, dal secondo Dopoguerra, hanno contribuito a sviluppare linguaggi urbani in contesti differenti, tra cui Cornbread, Blek Le Rat, Harald Naegeli, Hector Carrasco e Mick La Rock.

Un focus particolare è riservato alla scena di Bristol, che ha visto l’emergere di figure come Robert Del Naja e Nick Walker, fino all’affermazione di Banksy, il quale ha avuto un ruolo cruciale nel ridefinire il ruolo e la percezione pubblica della street art in Europa. La mostra non si limita a esplorare il fenomeno a livello internazionale, ma dedica anche una sezione alla scena italiana, presentando i pionieri degli anni Ottanta e artisti contemporanei di fama internazionale come Flycat, Francesco Garbelli, Alice Pasquini, Maupal, Diavù e Blub.

Questa rassegna rappresenta un’importante occasione per riflettere sull’evoluzione dell’arte urbana e sul suo impatto culturale, nonché sulla sua capacità di comunicare messaggi sociali e politici attraverso le strade delle città. La mostra si configura quindi non solo come un’esposizione di opere, ma come un vero e proprio racconto della storia dell’arte urbana, capace di coinvolgere e stimolare il pubblico.