Lidia Ravera, scrittrice e figura di spicco nel panorama letterario italiano, ha espresso la sua profonda tristezza riguardo alle recenti dichiarazioni di Michele Mari su Michela Murgia. Le parole di Mari, definite “gravi” da Ravera, sono state oggetto di discussione e hanno sollevato imbarazzo nel mondo della letteratura, in particolare in relazione al prestigioso premio Strega.

Ravera ha commentato la situazione in un’intervista, sottolineando che le parole di Mari, sebbene possano sembrare una semplice “chiacchiera da bar”, assumono un peso maggiore quando pronunciate in un contesto di scrittori e scrittrici. “Su quel pulmino c’erano sei scrittori e scrittrici in carriera, i privilegiati del premio Strega”, ha affermato, evidenziando l’importanza di una comunicazione responsabile tra autori.

La scrittrice ha anche riflettuto sul ruolo degli autori, sottolineando che, in quanto privilegiati, hanno l’obbligo di sviluppare e condividere una “superiore intelligenza del reale”. Ravera ha affermato che non possono permettersi di essere superficiali e devono scegliere le parole con attenzione, per contribuire in modo significativo al dibattito culturale.

Inoltre, ha ricordato il suo sostegno a Murgia in passato, quando difese la scrittrice dalle critiche di Vittorio Feltri, che l’aveva definita “brutta come una strega”. Ravera ha sottolineato che tali commenti non solo sono offensivi, ma riflettono anche un tentativo di sminuire l’intelligenza e il valore delle donne nel panorama culturale.

La vicenda ha riacceso il dibattito sulla responsabilità degli scrittori e sull’importanza di un linguaggio rispettoso e consapevole, specialmente in un contesto così visibile come quello del premio Strega. Ravera conclude affermando che Michela Murgia, anche dopo la sua morte, continua a influenzare le opinioni e le percezioni, dimostrando la sua forza e generosità.